Le numerose ville fin de siècle che contornano il centro storico sono testimoni del turismo d’élite e restituiscono un condensato di stili compresi fra il Liberty e il ligure classico, con fregi e colori pastello.
La villa settecentesca, già Grimaldi–Peloso e circondata da aree a destinazione agricola, mantenne le forme originarie sino al 1872 quando Eugenio Figoli, divenuto proprietario, affidò all’ architetto Luigi Rovelli la ristrutturazione della villa con la creazione del parco circostante.
L’originario corpo settecentesco fu soggetto a una serie d’ampliamenti e all’inserimento di una nuova torre. I prospetti della villa subirono un radicale rifacimento decorativo seguendo la moda e il gusto del tempo che voleva le residenze di villa rinnovate secondo forme architettoniche e decorative riconducibili a modelli del passato. Tra i prediletti all’epoca vi era quello del castello, e questa fu la tipologia prescelta.
Al posto delle aree agricole nacque il nuovo giardino. Caratterizzato da un’ampio prato contornato da alberi sempreverdi, sviluppava dalla parte in piano antistante l’edificio un serie di percorsi che risalivano la parte dolcemente acclive del parco.
Delle sistemazioni e degli edifici originari all’interno dell’ area verde e rimasto ben poco;.villa e parco sono stati acquisiti dalla Provincia di Alessandria negli anni Cinquanta.
Anno 1857 – Villa Figoli, già Grimaldi e Peloso, alla metà del XX secolo. Riprodu
zione di quadro ad olio di Nicolò Barabino di proprietà Figoli. Il palazzo è ancora
privo della torre, e cioè prima della rielaborazione dell’architetto Rovelli del 1872.
Il cancello, sostituito in seguito dalla portineria monumentale, conclude il vialetto
che sarà interrotto dal passaggio della ferrovia nel 1868.
Villa Figoli
Situata sul Lungomare, per maestosità di ricchezze e di opere artistiche Villa Figoli des Geneys, fu cantata dal poeta G. Carducci, che ne fu ospite nel 1889.
Villa Figoli era di proprietà della Famiglia Grimaldi sin dal 1749, passò poi alla Famiglia Ferro e ancora alla Famiglia Peloso che la vendette ai conti Figoli, il quale la fece restaurare dall’arch. Luigi Rovelli nel 1872 nelle forme neogotiche attuali. Il parco della Villa era dotato di splendidi viali dove vegetavano diversi esemplari di palme: la Livistona chinensis, dalle fronde palmate e frastagliate, la Phoenix canariensis e la svettante Washingtonia filifera. All’interno dell’area prativa spiccavano vari esemplari di magnolie. Attualmente proprietaria della Villa è l’Amministrazione Provinciale di Alessandria: è stata trasformata in colonia marina ed è visitabile su richiesta.
Villa Mina
La costruzione della villa risale all’anno 1928; successivi interventi hanno gradualmente sviluppato l’impianto principale come casa a schiera, andando così a rappresentare un esempio di Art noveau. Il parco giardino di inizio ’900 è stato costruito, sullo stile del vicino giardino di Palazzo Pallavicino, con un belvedere, alla cui base sorgeva un ninfeo con grottesche, andato successivamente distrutto, di cui attualmente è possibile reperire solo qualche stalactite.
Il Parco riveste interesse per i suoi numerosi alberi monumentali secolari (lecci e cipressi), con viali di passeggio delimitati da cunette realizzate in “reisseau”. Villa Mina si trova nel centro di Arenzano, di fronte alla Chiesa Parrocchiale. L’ingresso al Parco è in via Cesare Battisti.
Villa Maddalena
Costruita dai Padri Somaschi nel 1690, la villa passò alla marchesa De Mari, nata Ghiglini, che la vendette alla famiglia Montereggio. La villa ha una cappella fra le più belle di Arenzano, che oggi ospita gli spettacoli del piccolo teatro “Il Sipario Strappato”.
La villa, recentemente restaurata, si trova in Via Terralba ed è visibile dall’Aurelia; è sede associazioni sociali e sportive ed è visitabile su richiesta (Unitre, Il Sipario Strappato, Onde Sonore, Accademia Musicale Teresiana, Tennis Club Arenzano e Scout Cngei).







