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	<title>florarte arenzano &#187; Mare di Giardini</title>
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		<title>Visite guidate ai giardini botanici Hanbury</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 08:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>florarte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visite guidate ai Giardini Botanici Hanbury  – La Mortola – Ventimiglia – (IM)  e dintorni per il mese di agosto. Si parte martedì 10 con la visita alle ville di Latte lungo la via Julia Augusta, per poi proseguire per tre mercoledì, 11, 18, 25  all’interno dei Giardini Botanici Hanbury visti alla luce del tramonto.
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visite guidate ai Giardini Botanici Hanbury  – La Mortola – Ventimiglia – (IM)  e dintorni per il mese di agosto. Si parte martedì 10 con la visita alle ville di Latte lungo la via Julia Augusta, per poi proseguire per tre mercoledì, 11, 18, 25  all’interno dei Giardini Botanici Hanbury visti alla luce del tramonto.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
<a href="http://www.giardinihanbury.com/ ">http://www.giardinihanbury.com/ </a><br />
<a href="mailto:info@cooperativa-omnia.com">info@cooperativa-omnia.com</a><br />
Tel. 0184-229507</p>
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		<title>caravaggio e la fuga</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 09:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>florarte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È tempo di vacanze e tutti sognano di fuggire dalla città.
Perché non farlo attraverso le opere di “Caravaggio e la fuga”?
Oggi ci lasciamo alle spalle l’afa cittadina e ci rifugiamo in campagna, dove ci aspettano affascinanti rovine e un magnetico tramonto estivo.
Dei viandanti attraversano lo spiazzo insieme a noi.
L’opera è “Paesaggio con rovine e viandanti”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È tempo di vacanze e tutti sognano di fuggire dalla città.</p>
<p>Perché non farlo attraverso le opere di “Caravaggio e la fuga”?</p>
<p>Oggi ci lasciamo alle spalle l’afa cittadina e ci rifugiamo in campagna, dove ci aspettano affascinanti rovine e un magnetico tramonto estivo.</p>
<p>Dei viandanti attraversano lo spiazzo insieme a noi.</p>
<p>L’opera è “Paesaggio con rovine e viandanti”, eccezionale scena pastorale di Herman Van Swanevelt.</p>
<p>Sentite il fresco della sera?</p>
<p>La mostra è aperta sino al 26 settembre.</p>
<p><a href="http://www.dopart.it/genova/caravaggio-e-la-fuga/">www.dopart.it/genova/caravaggio-e-la-fuga/</a></p>
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		<title>prova mare di giardini</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 16:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>florarte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.</p>
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		<title>visita guidata al parco negrotto cambiaso</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 08:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>florarte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visita al parco di ArenzanoDomenica 9 agosto, visita guidata al parco di Villa Negrotto Cambiaso di Arenzano (Ge),  un luogo fantastico ed unico della riviera del Beigua, a cura del Centro Educazione Ambientale della Riviera del Beigua.
Ritovo: alle 17.45 all&#8217;ingresso del parco, in piazza Allende  ad Arenzano.
Durata della visita: 1 h e 30&#8242; circa
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Visita al parco di Arenzano<strong>Domenica 9 agosto, visita guidata al parco di Villa Negrotto Cambiaso di Arenzano (Ge)</strong>,  un luogo fantastico ed unico della riviera del Beigua, a cura del Centro Educazione Ambientale della Riviera del Beigua.</h3>
<p><strong>Ritovo:</strong> alle 17.45 all&#8217;ingresso del parco, in piazza Allende  ad Arenzano.</p>
<p><strong>Durata della visita:</strong> 1 h e 30&#8242; circa</p>
<p><strong>La partecipazione alla visita è gratuita</strong>.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è inserita nel programma estivo EcoVisitare: esperienze, visite guidate, appuntamenti per uno sguardo diverso sulla Riviera del Beigua.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td class="immagine_tl"></td>
<td class="immagine_top"></td>
<td class="immagine_tr"></td>
</tr>
<tr>
<td class="immagine_left"></td>
<td class="immagine_sfondo"><img src="http://www.cearivierabeigua.it/cea/Image?anno=2009&amp;id=61&amp;img=img1" alt="" /></td>
<td class="immagine_right"></td>
</tr>
<tr>
<td class="immagine_bl"></td>
<td class="immagine_bottom"></td>
<td class="immagine_br"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il Parco Negrotto Cambiaso è un suggestivo giardino all’inglese, realizzato nel 1880 secondo la moda e il gusto del tempo; è caratterizzato, infatti, da ampie aree prative definite da quinte di vegetazione, percorsi sinuosi, laghetti e giochi d’acqua. Al centro del Parco si trova la villa della Marchesa Luisa Sauli Pallavicino, oggi sede del Comune di Arenzano, che ha l’aspetto di un castello, al quale si collega un piccolo “borgo medioevale” che completa l’ambientazione scenografica di questo luogo fantastico. Degna di nota è anche la splendida serra in ferro e vetro, realizzata nel XX secolo ispirandosi a esempi ottocenteschi francesi e inglesi.<br />
Al valore architettonico-compositivo del parco occorre aggiungere il valore botanico, sono infatti in esso presenti specie poco comuni nel contesto ligure o addirittura rare.<br />
Il parco vanta una posisizione davvero incantevole: una collina che digrada verso il mare nel cuore della cittadina rivierasca, un luogo fantastico ed unico nel centro del paese. Tra le attrattive del Parco va anche ricordata la presenza di una ricca fauna di animali autoctoni ed esotici, selvatici o semidomestici: pavoni, cigni reali, oche, anatre mute, che convivono con circa 20 specie di uccelli selvatici nidificanti e molte altre presenti solo in inverno o durante le migrazioni.</p>
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		<title>Villa Serra Comago</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 22:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>florarte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mare di Giardini]]></category>

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		<description><![CDATA[Parco storico di Villa Serra a Còmago &#8211; Sant&#8217;Olcese (GE)
Per conoscerci meglio e per vedere delle immagini del parco e della Villa potete consultare il nostro sito: www.villaserra.it 
Il Parco di Villa Serra, alle porte di Genova, realizzato nel 1851, è l&#8217;unico parco all&#8217;inglese della Liguria ed ha una superficie di 90.000 mq, con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parco storico di Villa Serra a Còmago &#8211; Sant&#8217;Olcese (GE)</p>
<p>Per conoscerci meglio e per vedere delle immagini del parco e della Villa potete consultare il nostro sito:<a href="http:// www.villaserra.it/"><strong> </strong></a><a href="http://www.villaserra.it/home.php"><strong>www.villaserra.it </strong></a></p>
<p>Il Parco di Villa Serra, alle porte di Genova, realizzato nel 1851, è l&#8217;unico parco all&#8217;inglese della Liguria ed ha una superficie di 90.000 mq, con un ampio lago centrale. L‟edificio padronale è caratterizzato da un corpo in stile Tudor tratto dall&#8217;enciclopedia inglese del Loudon del 1846. Di proprietà pubblica, il complesso è gestito dal Consorzio Villa Serra per conto dei Comuni di Genova, Sant‟Olcese e Serra Riccò. Dal 1992, anno di riapertura del parco dopo i restauri, sino al 2004, con il completamento del restauro degli edifici padronali, siamo diventati un punto di riferimento importante per il turismo genovese e per gli appassionati dei giardini. Dal 2007 Villa Serra è entrata a far parte del circuito di Grandi Giardini Italiani.</p>
<p>L&#8217;ingresso al parco è a pagamento. Il costo del biglietto è di 2,00 €, ed è possibile fare un abbonamento annuale. Il parco offre servizi gratuiti per i disabili motori e visivi. Per i disabili motori sono disponibili ausili elettrici per la mobilità quali carrozzine e scooter elettrici, mentre per i disabili visivi è disponibile un‟audioguida che, insieme a percorsi e mappale tattili, consente la visita al parco.<br />
Collezione “Ortensie in Serra”- da visitare da fine maggio ad ottobre<br />
Si tratta di una collezione permanente di Hydrangee realizzata a partire dal 2004, ideata e progettata dallo Studio Ghigino &amp; Associati Architetti, architetti paesaggisti, in collaborazione con il Vivaio Paoli Borgioli di Firenze, specializzato in ortensie. Con le ultime introduzioni le specie e varietà presenti, sono quasi 250, per un totale di 1500 piante, onfermandosi la prima collezione pubblica in Italia, La collezione, inserita con criteri paesaggistici, nel pieno rispetto del parco storico, ripropone una pianta che ebbe una sua diffusione tra l‟800 e gli inizi del „900, e che il pubblico oggi conosce solo per poche varietà di macrophylla, ed è molto diffusa nei giardini privati. La collezione vuole presentar e al pubblico la grande famiglia delle Hydrangeaceae. Le cultivar di Hydrangea macrophylla (J.A. Murray) Seringe, seguono come linee guida quella di un percorso &#8220;storico&#8221; che parte dalle prime introduzioni in Europa nel &#8216;700 e nell&#8217;800 per giungere alle più moderne selezioni di fine &#8216;900. Le cultivar sono divise in due gruppi a seconda del tipo di infiorescenza: il gruppo Hortensia Group con infiorescenza globosa e quelle del gruppo Lacecap Group con infiorescenza a cornice. Le specie sono divise in aiuole secondo un itinerario che parte dall&#8217;ingresso e si snoda lungo il parco. Vi sono cultivar di H. macrophylla di origine giapponese introdotte in Europa nella seconda metà del novecento, introduzioni storiche dalla Cine e soprattutto dal Giappone di H. macrophylla e H. serrata introdotte in Europa tra la metà del 700 fino alla fine dell&#8217;800, cultivar di H. macrophylla dei più importanti ibridatori europei soprattutto francesi e poi tedeschi, inglesi, olandesi. Uno spazio particolare è dedicato alla serie di cultivar di Hydrangea acrophylla ad infiorescenza lacecap particolarmente piatta (&#8216;Teller&#8217; in tedesco), questi ibridi sono stati selezionati in Svizzera a partire dal 1964 sino al 1987 e portano nomi in tedesco di uccelli e di insetti.</p>
<p>Seguono alcuni ibridi moderni di H. macrophylla creati in Giappone nell&#8217;ultimo decennio del XX secolo, a cui si sono aggiunte quest‟anno nuove varietà di recente introduzione delle serie “Youandme”, “Dutch Ladies” e “Star Line”, caratterizzata da una infiorescenza bicolore, H. macrophylla “Zorro” dallo stelo nero. Seguono poi le ortensie del Nuovo Mondo di origine americana: Hydrangea arborescens, Hydrangea quercifolia, Hydrangea seemannii, queste ultime originarie del centro e sud America e facenti parte della sezione Cornidia. Sono presentate cultivar di origine giapponese di H. paniculata e di H. heteromalla. Un piccolo spazio è riservato alle rampicanti decidue della sottosezione Caliptrantae (H. anomala subsp. Petiolaris), insieme ad alcune cultivar Schizophragma hydraeoides. La collezione si chiude con le cultivar di H. involucrata e H. serrata (Thunberg) Seringe; per queste ultime in particolare attraverso un percorso tra le yama ajiasai (ortensie di montagna) provenienti dai sottoboschi dei rilievi delle isole Honshu e Hokkaido (Giappone) e le cultivar Iyō yama ajisai originarie della regione di Iyō, nell‟isola di Shjkoku, passando alle spettacolari ortensie dai fiori doppi yae yama ajisai (‘yae’ in giapponese vuol dire „sovrapposizione‟), sino alle delicate infiorescenze globose temari yama ajisai (‘temari’ in giapponese vuol dire „piccola palla‟) ed alle ortensie del the dolce (amacha).</p>
<p>Per conoscerci meglio e per vedere delle immagini del parco e della Villa potete consultare il nostro sito:<a href="http:// www.villaserra.it "><strong> www.villaserra.it </strong></a></p>
<p>Dove siamo: Siamo a 2 chilometri dal casello autostradale di Genova<br />
Bolzaneto sull‟autostrada A7 Milano – Genova, poi seguire le indicazioni per Sant‟Olcese e per Parco storico Villa Serra. Per maggiori informazioni sulla collezione il responsabile è il Direttore del Parco arch. Calvi Fabio.<br />
Consorzio Villa Serra tel. 010715577, fax 0107171396, indirizzo e-mail: f.calvi@villaserra.it; info@villaserra.it<br />
saluti, con l‟augurio di una vostra visita a Villa Serra.<br />
Michele Casissa Presidente del Consiglio d‟Amministrazione Consorzio Villa Serra</p>
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		<title>Parco La Marrana (XX-XXI secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 21:00:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Montemarcello (La Spezia)
Parco di Arte Ambientale, voluto da Gianni e Grazia Bolongaro nella loro proprietà  all&#8217;interno del Parco Naturale di Montemarcello Magra. Come un museo all&#8217;aperto vi si ammirano scultura e installazioni di artisti contemporanei da tutto il mondo.
www.lamarrana.it
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Montemarcello (La Spezia)<br />
Parco di Arte Ambientale, voluto da Gianni e Grazia Bolongaro nella loro proprietà  all&#8217;interno del Parco Naturale di Montemarcello Magra. Come un museo all&#8217;aperto vi si ammirano scultura e installazioni di artisti contemporanei da tutto il mondo.</p>
<p><a href="http://www.lamarrana.it">www.lamarrana.it</a></p>
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		<title>Orto Botanico di Montemarcello (XIX-XXI secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 21:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Località Monte Murlo &#8211; Ameglia  (La Spezia)
Di recente istituzione e tra i più attrezzati d&#8217;Italia, l&#8217;Orto Botanico di flora mediterranea presenta esemplari rari e in via di estinzione. Si suddivide in cinque aree dedicate alle aromatiche, alla macchia Mediterranea, ai Pini d&#8217;Aleppo, al Querceto e alle piante della Tradizione Popolare.
www.parcomagra.it/ortabotanico.asp
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Località Monte Murlo &#8211; Ameglia  (La Spezia)<br />
Di recente istituzione e tra i più attrezzati d&#8217;Italia, l&#8217;Orto Botanico di flora mediterranea presenta esemplari rari e in via di estinzione. Si suddivide in cinque aree dedicate alle aromatiche, alla macchia Mediterranea, ai Pini d&#8217;Aleppo, al Querceto e alle piante della Tradizione Popolare.</p>
<p><a href="http://www.parcomagra.it/ortabotanico.asp">www.parcomagra.it/ortabotanico.asp</a></p>
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		<title>Villa Marigola (XVIII-XX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:59:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[San Terenzo a Lerici (La Spezia)
Giardino all&#8217;Italiana realizzato nel 1926 con meravigliosa vista sul golfo di Lerici, custodisce nel parco e nella Villa le memorie e il gusto di diverse epoche, dal Settecento al periodo romantico e al liberty, e le memorie di proprietari e illustri ospiti, tra cui il poeta inglese Shelley.
Via Biaggini, lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Terenzo a Lerici (La Spezia)<br />
Giardino all&#8217;Italiana realizzato nel 1926 con meravigliosa vista sul golfo di Lerici, custodisce nel parco e nella Villa le memorie e il gusto di diverse epoche, dal Settecento al periodo romantico e al liberty, e le memorie di proprietari e illustri ospiti, tra cui il poeta inglese Shelley.</p>
<p>Via Biaggini, lungo la strada litoranea Lerici</p>
<p>Tel. 0187 773318 &#8211; <a href="http://www.villamarigola.com ">www.villamarigola.com </a></p>
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		<title>Villa Hanbury (XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:59:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giardini botanici Hanbury a La Mortola a Ventimiglia (Imperia)
Tra i più bei e famosi giardini botanici di acclimatazione del mondo, collocato lungo una costa mozzafiato, opera dei fratelli Thomas e Daniel Hanbury e del grande paesaggista Ludwig Winter.
www.giardinihanbury.com 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Giardini botanici Hanbury a La Mortola a Ventimiglia (Imperia)<br />
Tra i più bei e famosi giardini botanici di acclimatazione del mondo, collocato lungo una costa mozzafiato, opera dei fratelli Thomas e Daniel Hanbury e del grande paesaggista Ludwig Winter.</p>
<p><a href="http://www.giardinihanbury.com ">www.giardinihanbury.com </a></p>
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		<title>Villa Boccanegra Piacenza (XIX-XXI secolo)</title>
		<link>http://www.florartearenzano.com/villa-boccanegra-piacenza-xix-xxi-secolo/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:58:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ventimiglia (Imperia)
Un giardino mediterraneo d&#8217;acclimatazione affacciato sul mare, prezioso risultato di generazioni di appassionati botanici, dai Biancheri ai Piacenza, attuali proprietari, che proseguono con la sperimentazione botanica.
Villa Piacenza Boccanegra &#8211; Via A. Toscanini 43
Tel. 0184-229447
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ventimiglia (Imperia)</p>
<p>Un giardino mediterraneo d&#8217;acclimatazione affacciato sul mare, prezioso risultato di generazioni di appassionati botanici, dai Biancheri ai Piacenza, attuali proprietari, che proseguono con la sperimentazione botanica.</p>
<p>Villa Piacenza Boccanegra &#8211; Via A. Toscanini 43</p>
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		<title>Villa Oregno Sella (XVII-XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:58:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Latte  (Imperia)
Vasta proprietà dominata da una torre tardo medievale, è fulcro di un sistema agricolo  antico tra olivi e vigne, che nel tardo Ottocento viene trasformato in un interessante parco ricco di esemplari esotici.
Via Romana 39/41
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Latte  (Imperia)<br />
Vasta proprietà dominata da una torre tardo medievale, è fulcro di un sistema agricolo  antico tra olivi e vigne, che nel tardo Ottocento viene trasformato in un interessante parco ricco di esemplari esotici.</p>
<p>Via Romana 39/41</p>
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		<title>Villa Nobel (XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:58:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sanremo (Imperia)
Il fascino di un giardino mediterraneo, tra rarità botaniche e bizzarrie architettoniche, e del mito del suo creatore, lo scienziato Alfred Nobel.
Ingresso libero:

dal martedì al sabato dalle 10,00 alle 12,30
Venerdì e sabato pomeriggio dalle 15,00 alle 18,00
Chiuso domenica e lunedì.
www.villanobel.provincia.imperia.it
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sanremo (Imperia)<br />
Il fascino di un giardino mediterraneo, tra rarità botaniche e bizzarrie architettoniche, e del mito del suo creatore, lo scienziato Alfred Nobel.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Ingresso libero:<br />
</strong><br />
</span><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">dal martedì al sabato dalle 10,00 alle 12,30<br />
Venerdì e sabato pomeriggio dalle 15,00 alle 18,00<br />
Chiuso domenica e lunedì.</span></p>
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		<title>Villa Grock (XX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:57:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La bellezza, il fascino e il mistero di questo “luogo incantato” della Riviera di Ponente sono di nuovo pronti a soddisfare la curiosità dei visitatori <em>dopo l’accurato restauro concluso nel 2006</em>. Il completo recupero del giardino, sia dal punto di vista della flora che per il consolidamento delle strutture, consente oggi di ritrovare l’atmosfera pensata dallo stesso Adrien Wettach, del quale si racconta una grande passione per le piante.<br />
Nell’insieme il parco riflette il patrimonio vegetale tipico dei giardini storici della Riviera. I camminamenti ben delimitati invitano alle passeggiate, mentre tutto intorno le colonne a fuso, gli archi arditi, le decorazioni assolutamente uniche, le fontane ed il laghetto col suo ponticello di ispirazione orientale, costituiscono il completamento di una scenografia suggestiva e fiabesca.</p>
<p><span>La Villa</span><br />
Fu lo stesso Grock a guidare il progetto firmato dal tecnico Armando Brignole, non sorprenda pertanto <em>l’originalità di questa villa difficilmente definibile</em>.<br />
Più che tentare di ricondurla ad uno stile,  è invece opportuno considerarla <em>una sorta di autoritratto</em>, espressione di una personalità straordinaria, giocosa e creativa. E’ tuttavia riconoscibile anche nell’esterno l’influenza del Liberty di cui gli interni costituiscono  un esempio rigoroso.<br />
<em>Acquisita dalla Provincia di Imperia nel 2002, la villa è oggi in corso di ristrutturazione, pertanto non ancora aperta al pubblico</em>. Il progetto prevede il completo recupero dell’edificio nel pieno rispetto delle sue caratteristiche originarie. Dopo il restauro Villa Grock sarà destinata a diventare un importante centro culturale: sede di mostre, convegni ed eventi di carattere internazionale e di una mostra permanente dedicata alla vita e all’arte dell’artista di cui porta il nome.<br />
Si prevede che la ristrutturazione  venga completata entro il 2009.</p>
<p><span>Per Informazioni e Visite<br />
</span>Indirizzo: Via Fanny Roncati Carli, Imperia<br />
Recapiti: tel. 0183 704211 (Provincia); cell. 339 7691525 (Custode)<br />
<strong>Orari di apertura al pubblico: Sabato e Domenica dalle 15.30 alle 17.30  (invernale); Sabato e Domenica dalle 16.00 alle 18.00 (estivo).</strong></p>
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		<title>Villa Mariani (XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:57:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fondazione Pompeo Mariani &#8211; Bordighera (Imperia)
Nobile Villa ottocentesca costruita da Charles Garnier, deve la sua fama al grande pittore dell&#8217;Ottocento, Pompeo Mariani, che la elesse a sua dimora, e a Claude Monet, che  ritrasse più volte angoli del suo giardino, estasiato dalla bellezza delle piante e dalla suggestione del panorama.
www.fondazionepompeomariani.com 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Fondazione Pompeo Mariani &#8211; Bordighera (Imperia)<br />
Nobile Villa ottocentesca costruita da Charles Garnier, deve la sua fama al grande pittore dell&#8217;Ottocento, Pompeo Mariani, che la elesse a sua dimora, e a Claude Monet, che  ritrasse più volte angoli del suo giardino, estasiato dalla bellezza delle piante e dalla suggestione del panorama.</p>
<p><a href="http://www.fondazionepompeomariani.com ">www.fondazionepompeomariani.com </a></p>
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		<title>Villa Garnier (XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:56:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bordighera (Imperia)
Con la sua sagoma candida dominante il blu del mare di Bordighera, l&#8217;eclettica Villa di  Charles Garnier, autore dell&#8217;Operà di Parigi, possiede un panoramico giardino ideato da  Ludwig Winter, con pregiate essenze mediterranee,  esotiche, ed una collezione unica di palme.
Nel marzo del 1871, in seguito ai drammatici avvenimenti della guerra franco-prussiana, Garnier soggiornò nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bordighera (Imperia)<br />
Con la sua sagoma candida dominante il blu del mare di Bordighera, l&#8217;eclettica Villa di  Charles Garnier, autore dell&#8217;Operà di Parigi, possiede un panoramico giardino ideato da  Ludwig Winter, con pregiate essenze mediterranee,  esotiche, ed una collezione unica di palme.</p>
<p>Nel marzo del 1871, in seguito ai drammatici avvenimenti della guerra franco-prussiana, Garnier soggiornò nella cittadina di Mentone a villa Santa Maria, ospite degli amici Viale. Nel maggio successivo acquistò un terreno a Bordighera per costruirvi la sua abitazione in Riviera, luogo ideale per trascorrervi le villeggiature. Per coronare il suo desiderio scelse un luogo mistico, dove si ergeva una cappella dedicata a San Sebastiano nella zona dell&#8217; Arziglia. La chiesetta, utilizzata dal 1849 come scuola maschile, era situata fuori le mura della città su un terreno molto scosceso a ridosso del mare, sulla strada che conduceva alI&#8217; approdo dei pescatori bordigotti. Garnier si innamorò di questo suggestivo terreno immerso tra le palme e offrì al Comune la considerevole somma di 6.000 lire per l&#8217;acquisto. Fu attento a non rompere i delicati equilibri della cittadina privandola di servizi primari: propose al Comune che la somma pagata, sufficiente all&#8217; erezione di un nuovo edificio, fosse impiegata alla costruzione di una scuola per la quale offrì &#8220;uno schizzo&#8221;; l&#8217; amministrazione accettò l’offerta.</p>
<p>Risolti i problemi di scelta del terreno, l&#8217; architetto cominciò ad ideare la propria villa che venne edificata esattamente sul luogo dove sorgeva la chiesa di San Sebastiano che fu completamente demolita. L &#8216;unico disegno preparatorio pervenutoci, nel quale compare lo studio del campanile con archi moreschi, abbandonati nel progetto esecutivo, testimonia quale sia lo stile adottato come punto di partenza: probabilmente Garnier, considerando questo luogo un lembo di Palestina trapiantato in Italia, ritenne che il moresco fosse il riferimento più idoneo. Nella disposizione degli ambienti interni, estremamente razionale, Garnier assecondò I&#8217;andamento del paesaggio e la sua percezione, piuttosto che astratte leggi formali o compositive. L&#8217; elegante villa, semplice nelle finiture, divenne un modello ripreso ripetutamente in tutta la Riviera. Costò, compresi i muri di contenimento, una somma piuttosto contenuta, ammontante a circa 75.000 franchi.</p>
<p>La villa, distribuita su tre piani, messi in comunicazione da un &#8216; elegante scala in legno costata a Garnier 1.000 scudi consacrava il piano terreno al ricevere e alla vita sociale; le dimensioni maggiori della sala da pranzo rispetto a quelle del salone erano giustificate probabilmente dal carattere e dalle abitudini di Garnier che amava gli incontri conviviali, durante i quali si dilettava ad improvvisare versi e discorsi. Al piano superiore invece si dovevano trovare i locali destinati alla vita intima. I numerosi pittori, ospiti dell&#8217; architetto Garnier, lasciarono sulle pareti del vestibolo vari affreschi: ricordiamo tra gli altri Lenepveu, Meissonier, Boulanger, Bida, Clairin nonché una serie di caricature dello stesso autore. Nel salone erano conservati invece alcuni dipinti della collezione di famiglia.</p>
<p>Il parco, alI&#8217;epoca, ricco di piante esotiche di varie qualità, di molti fiori dai colori eclatanti e dai profumi penetranti, contava circa 600 specie diverse provenienti da ogni continente. A testimonianza dell&#8217;ospitalità e del cosmopolitismo dei visitatori rimane nei manoscritti del figlio Christian un interessante documento dove compare la frase: &#8220;Per visitare il giardino della villa Garnier suonare alla seconda porta&#8221; tradotta in trentanove lingue diverse, tra le quali il giavanese, il siamese, il sanscrito, il malese, l&#8217; armeno, l’ebreo, il cinese…</p>
<p>Tra gli alberi che arricchivano il parco si annoveravano gli olivi e le palme dattilifere che infondevano alla zona un carattere orientale, mentre le opunzie, i fichi, i limoni, le nespole e le piante grasse contribuivano ad accentuare il carattere mediterraneo. Edmondo De Amicis definì questo giardino “la reggia delle palme”.</p>
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		<title>Giardino Esotico Pallanca (XX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:56:25 +0000</pubDate>
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Incredibile palinsesto botanico di oltre 3 mila cactacee e succulente, alcune secolari, disposte su terrazze digradanti sul mare, voluto ai primi del Novecento dai Pallanca, ancora oggi produttori noti nel mondo di piante grasse.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Bordighera (Imperia)</p>
<p>Incredibile palinsesto botanico di oltre 3 mila cactacee e succulente, alcune secolari, disposte su terrazze digradanti sul mare, voluto ai primi del Novecento dai Pallanca, ancora oggi produttori noti nel mondo di piante grasse.</p>
<p><a href="http://www.pallanca.it">www.pallanca.it</a></p>
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		<title>Villa Faraggiana (XVIII-XIX secolo)</title>
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La magniloquenza di un elegante e vasto giardino del Settecento con sinuosi parterre, bossi topiati, antiche statue, degna cornice di una sontuosa villa patrizia.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Albissola Marina (Savona)<br />
La magniloquenza di un elegante e vasto giardino del Settecento con sinuosi parterre, bossi topiati, antiche statue, degna cornice di una sontuosa villa patrizia.</p>
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		<title>La Cervara  Abbazia di San Girolamo al Monte di Portofino (XIV-XX secolo)</title>
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		<description><![CDATA[Santa Margherita Ligure (Genova)
Nato come hortus di un&#8217;Abbazia benedettina, possiede uno dei rari giardini monumentali in  Liguria, con pergole e terrazze a picco sul mare di Portofino. Tra le rarità botaniche un secolare albero del pepe e un glicine viola pluricentenario.
www.cervara.it 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Santa Margherita Ligure (Genova)</p>
<p>Nato come hortus di un&#8217;Abbazia benedettina, possiede uno dei rari giardini monumentali in  Liguria, con pergole e terrazze a picco sul mare di Portofino. Tra le rarità botaniche un secolare albero del pepe e un glicine viola pluricentenario.</p>
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		<title>Museo del Parco Centro Internazionale di scultura all&#8217;Aperto (XX-XXI secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:55:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Portofino  (Genova)
Sculture di Beuys, Rotella, Pomodoro, Fontana, Spoerri, Thun e moltissimi altri dialogano tra felci, oleandri, monumentali camelie con un affascinante Parco creato agli inizi del  Novecento a picco sul golfo di Portofino.
 Museo del Parco-Centro internazionale di Scultura all&#8217;Aperto 
ingresso a pagamento molo Umberto I   apertura giugno-settembre, 10-12.30 e 14.30-18.30 servizi pubblicazioni del museo,visita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Portofino  (Genova)<br />
Sculture di Beuys, Rotella, Pomodoro, Fontana, Spoerri, Thun e moltissimi altri dialogano tra felci, oleandri, monumentali camelie con un affascinante Parco creato agli inizi del  Novecento a picco sul golfo di Portofino.<br />
<strong> </strong><strong>Museo del Parco-Centro internazionale di Scultura all&#8217;Aperto </strong><br />
ingresso a pagamento molo Umberto I   <strong>apertura</strong> giugno-settembre, 10-12.30 e 14.30-18.30 <strong>servizi</strong> pubblicazioni del museo,visita guidata <strong>telefono</strong> <strong>337333737</strong> <strong>fax</strong> 058453666 <strong>e-mail</strong> <a href="mailto:daniele.crippa@tin.it">daniele.crippa@tin.it</a> <strong>su web</strong> <a href="http://museodiportofino.it">www.museodiportofino.it<br />
</a><br />
<strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p>IL TEMPIO DELL &#8216;UMANITA&#8217;<br />
di Lucrezia De Domizio Durini</p>
<p>Per parlare di un luogo è necessario esaminare il quadro entro il quale la Natura si relaziona, avvolge e governa le cose che compongono l&#8217;immagine dell&#8217;insieme.<br />
E&#8217; chiaro che i luoghi naturali costituiscono la base stessa di risorse eterne. Ma è pur vero che l&#8217;intervento umano ha la capacità di definire la condizione dello spazio fisico naturale.<br />
Vi è un luogo in Italia, un unicum, oserei dire in Europa e, spingendomi con l&#8217;immaginazione, nel mondo, in cui la creatività intuitiva dell&#8217;uomo si è servita della mano divina dell&#8217;Arte trasformando così l&#8217;immobile spazio naturale in uno scrigno di comunicazione attiva, spirituale, eterna.<br />
Eppure questo tesoro di meraviglie inestinguibili è sempre stato lì, sotto i nostri occhi, dove il cielo, la terra, il mare raccontano il mito del sacrale valore della Natura inventata da un Dio o forse da un organismo vitale che domina e governa l&#8217;immensità dell&#8217;universo.<br />
In questo luogo sublime, un uomo coraggioso, Daniele Crippa, ha adottato l&#8217;inafferrabilità della Natura trasformandola in cornice originaria esorcizzata dalla regalità dell&#8217;Arte.<br />
Le Sculture che percorrono i tortuosi sentieri verdeggianti dell&#8217;incantevole Museo del Parco Centro di Scultura all&#8217;aperto di Portofmo, appartengono all&#8217;iter storico che, partendo dai primi del novecento, si estendono ai linguaggi contemporanei del Tempo Presente.<br />
Le differenti ricerche, le varie geografie e le distanze generazionali, come per incanto, comunicano tra loro attraverso il rapporto umano vissuto in prima persona dall&#8217;ideatore del Parco e posseggono come &#8220;matrice comune&#8221; quei sacri modi di essere che solo l&#8217;Arte e la Natura concatenano in gradi di perfezione, nonostante la varietà delle istanze.<br />
Alcuni storici hanno affermato che la concezione di &#8220;spazio&#8221; geografico comporta una differenza di funzionamento psicologico. Ma quando si considera come spazio Madre Natura in termini di germinazione speculare, noi sappiano con certezza che le forme dell&#8217;Arte acquisiscono un&#8217;ulteriore sublimazione spirituale ed un messaggio eterno. La visione delle forme detraggono all&#8217;habitat circostante la funzione estetica e si inseriscono in quella zona dell&#8217;ecologia della mente quale bene fruttifero dell&#8217;umanità.<br />
E&#8217; questo il segreto dell&#8217;Arte intesa come forma alternativa dell&#8217;esistenza umana. Ma è anche il compito dell&#8217;operatore culturale d&#8217;interpretare la magia poetica della Scultura e collocarla &#8220;nell&#8217;alcova&#8221; del desiderio come chiave della vita. Come forma di comunicazione sociale.<br />
Stiamo vivendo un momento storico di grande crisi. Una crisi multidimensionale, globale, planetaria che invade tutti i campi della nostra vita e coinvolge tutti gli uomini del pianeta terra.<br />
Ma la crisi che stiamo attraversando è principalmente una crisi intellettuale, morale, spirituale.<br />
La crisi è la grande confusione che ci circonda. La distruzione dell&#8217;ambiente geografico e umano, la perdita dei valori, la perdita della nostra identità.<br />
E&#8217; la sete di potere che corrode la mente degli uomini e fa perdere il senso della vita, della coscienza, dell&#8217;amore, della tolleranza, del desiderio.<br />
In tale tensione è necessario avere un angolo visuale il più ampio possibile in un contesto dinamico e attivo di trasformazione.<br />
Non dimentichiamo la visione della cultura cinese. I cinesi hanno avuto un senso acuto della storia, pare che siano stati ben consapevoli della connessione profonda tra &#8220;crisi&#8221; e &#8220;mutamento&#8221;. La parola che essi usano per crisi (Wei-Ji) è composta da due caratteri Pericolo e Opportunità. Ed è proprio a questa Opportunità che mi appello. Noi abbiamo la grande responsabilità di sottolineare il bene immenso della cultura, di smascherare coloro che depauperano i valori essenziali della vita e nel contempo di sottolineare quei rari uomini che vivono una personale energia creativa costruendo e stimolando eventi, luoghi, nazioni, fatti rivolti alla nutrizione dell&#8217;animo umano e alla rinascita sociale.<br />
Non dimentichiamo che solo e soltanto attraverso la cultura è possibile un rinnovamento economico e sociale di un paese civile, a cui segue e si innesta il sistema pedagogico personale ed istituzionale.<br />
In questo crocevia di sentimenti umani, di rapporti sociali, di storie personali, di opportunità, di passione sacra ed inviolata è da collocare l&#8217;ideazione e la creazione del PARCO DI SCULTURE di Portofmo.<br />
Da Moore a Fontana, da Ben Vautier a Beuys, da Pistoletto a Cucchi e poi la Cracking art e tanti ancor sensibili artisti&#8230; ed altri ancora. ..l&#8217;Eco dell&#8217;Arte penetra nelle viscere della Natura circostante.<br />
Colloquia con il fruscio del vento baciato dalle cime degli alberi.<br />
Si unisce al mormorio delle onde spumeggianti del mare.<br />
Discute con la terra profumata di acre salsedine.<br />
Si rivolge all&#8217;immensità del plumbeo cielo e, partorendo la propria mitologia, spande al mondo la verità eterna: la sacralità dell&#8217;Arte.<br />
Nulla è dato al caso.<br />
La Natura è l&#8217;Uomo. L&#8217;Uomo è la Natura. E&#8230; l&#8217;Arte è Uomo e Natura.<br />
In questo Teatro architettonico si estende la scenografia del Museo del Parco di<br />
Portofino ove le Sculture vivono uno spazio senza tempo.<br />
Un luogo ove è ancora possibile sentirsi dei veri uomini.<br />
Un &#8220;Sito&#8221; Naturale che indica il Futuro dell&#8217;Arte. Il Futuro dell&#8217;umanità.<br />
&#8220;La verità è nella realtà e non nei sistemi&#8221; (Joseph Beuys)<br />
Lucrezia De Domizio Durini</p>
<div id="attachment_291" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.florartearenzano.com/wp-content/uploads/2009/04/portofino.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-291" title="portofino" src="http://www.florartearenzano.com/wp-content/uploads/2009/04/portofino-150x150.jpg" alt="centro scultura all'aperto di portofino" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">centro scultura all&#39;aperto di portofino</p></div>
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		<title>Villa Durazzo (XVI-XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:54:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Santa Margherita Ligure (Genova)
Un romantico parco ottocentesco, con flora mediterranea ed esotica, ed un grazioso  giardino formale di recente riscoperti e valorizzati. Degni di nota la terrazza con decori ad arabeschi in ciottoli bianchi e neri, e la ricca collezione di palme e cycas.
www.villadurazzo.it
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Santa Margherita Ligure (Genova)<br />
Un romantico parco ottocentesco, con flora mediterranea ed esotica, ed un grazioso  giardino formale di recente riscoperti e valorizzati. Degni di nota la terrazza con decori ad arabeschi in ciottoli bianchi e neri, e la ricca collezione di palme e cycas.</p>
<p><a href="http://www.villadurazzo.it">www.villadurazzo.it</a></p>
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		<title>Villa Rocca (XX Secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:54:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parco botanico di Villa Rocca a Chiavari (Genova)
Realizzato dal genovese Polinice Caccia nel 1908 per la ricca famiglia Rocca, il parco conserva molte delle rare e pregiate piante portate dai proprietari dal Sud America. Degni  di nota il giardino all&#8217;Italiana e la &#8220;Bananiera&#8221;, curiosa serra per il ricovero dei banani.
Via Parma 378, Chiavari &#8211; Tel. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parco botanico di Villa Rocca a Chiavari (Genova)<br />
Realizzato dal genovese Polinice Caccia nel 1908 per la ricca famiglia Rocca, il parco conserva molte delle rare e pregiate piante portate dai proprietari dal Sud America. Degni  di nota il giardino all&#8217;Italiana e la &#8220;Bananiera&#8221;, curiosa serra per il ricovero dei banani.</p>
<p>Via Parma 378, Chiavari &#8211; Tel. 0185 302929</p>
<p>foto da <a href="http://www.flickr.com/photos/70038540@N00/232088959">flickr.com/photos/70038540@N00/232088959</a></p>
<p align="left"> </p>
<p align="justify"><strong><span style="font-size: medium;">Parco di Villa Rocca </span><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"></p>
<p align="justify">Nel cuore della graziosa cittadina di Chiavari sorge il Parco Botanico di Palazzo Rocca, con due possibilità di accesso al pubblico dal centro storico o dalla prima collina alle spalle del centro,.</p>
<p align="justify">La famiglia Rocca, emigrata in Argentina dove si arricchì grazie alle attività commerciali, acquistò il Palazzo nel 1903.</p>
<p align="justify">La realizzazione del Parco invece risale al 1908, su progetto dell’architetto genovese Polinice Caccia.</p>
<p align="justify">Il giardino, ricco di specie rare e pregiate portate dai Rocca dal Sudamerica, si sviluppa in verticale su diverse altezze, offrendo durante il percorso differenti punti di vista sulla città e il mare.</p>
<p align="justify">Il percorso vede come prima tappa le Serre perfettamente restaurate secondo i disegni originali.</p>
<p align="justify">Una di queste è conosciuta come &#8220;la bananiera&#8221; per la sua caratteristica destinazione d’uso, ancora oggi in voga: la costruzione si sviluppa in altezza per seguire la conformazione della pianta stessa.</p>
<p align="justify">Proseguendo la visita si incontra un lecceto, &#8220;piccolo bosco in pieno centro&#8221;, interessanti giochi d’acqua che animano una grotta artificiale, un Tempietto detto della &#8220;Musica&#8221;, recentemente restaurato, e la &#8220;Villetta del Te’&#8221;.</p>
<p align="justify">Quest’ultima struttura, destinata allo svago della famiglia, è in attesa di restauro; si possono però apprezzare gli elaborati disegni delle ringhiere in ferro battuto, le decorazioni e gli affreschi sui soffitti.</p>
<p align="justify">I sentieri lungo il Parco, che seguono i disegni originali, conservano le decorazioni del ciottolato in diversi punti così come le sedute in pietra di originale fattura.</p>
<p align="justify">Nella parte del giardino restrostante il Palazzo si trova ancora oggi un giardino all’Italiana con siepi di bosso, aiuole geometriche e un piccolo agrumeto.</p>
<p align="justify">In questa zona del parco si organizzano eventi e manifestazioni culturali, è quindi presente una struttura movibile utile a tal scopo.</p>
<p align="justify">Il Palazzo, una volta dimora privata della famiglia Rocca, ospita oggi al suo interno la Galleria Civica d’Arte.</p>
<p><strong></p>
<p align="left">Parco Botanico di Villa Rocca</p>
<p></strong></p>
<p align="left">Servizio Parchi e Giardini</p>
<p align="left">Via Parma n° 378</p>
<p align="left">Chiavari</p>
<p></span></span><strong><span style="font-size: medium;"></p>
<p align="left">Ingressi:</p>
<p></span><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"></p>
<p align="left">Piazzale San Francesco (con ascensore), da Piazza Matteotti, da Salita Gianelli e da Via Mafalda di Savoia.</p>
<p></span></span><strong><span style="font-size: medium;"></p>
<p align="left">Apertura:</p>
<p></span><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"></p>
<p align="left">Dal 01/04 al 30/09 orario 10-13 &#8211; 15-18.30</p>
<p align="left">Dal 01/10 al 31/03 orario 10-16</p>
<p align="left">Biglietto di ingresso € 1,00; (bambini accompagnati e anziani over 65 gratis)</p>
<p></span></span><strong><span style="font-size: medium;"></p>
<p align="left">Visite:</p>
<p></span><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"><span style="font-size: medium; font-family: Trebuchet MS,Trebuchet MS;"></p>
<p align="left">Per l’organizzazione di visite guidate: biglietteria del Parco</p>
<p>Tel 0185/302929.</p>
<p></span></span></strong></strong></strong></strong></p>
<p align="justify">Chiavari</p>
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		<title>Villa Negrotto Cambiaso (XIX-XX secolo)</title>
		<link>http://www.florartearenzano.com/villa-negrotto-cambiaso-xix-xx-secolo/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:53:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arenzano (Genova)
Creazione del noto architetto Luigi Rovelli, il giardino possiede pregevoli caratteri architettonici e botanici; degna di nota la monumentale serra di gusto inglese degli anni trenta del novecento.
Galleria fotografica 
Breve storia del Palazzo Negrotto Cambiaso di Arenzano
 
 
Già anteriormente al mille era esistente nell’attuale sito del castello una torre.
I Pallavicino fino dal 1400 erano proprietari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arenzano (Genova)<br />
Creazione del noto architetto Luigi Rovelli, il giardino possiede pregevoli caratteri architettonici e botanici; degna di nota la monumentale serra di gusto inglese degli anni trenta del novecento.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/organize/?start_tab=sets&amp;start_collection=36595363-72157622348342465&amp;mode=iconb">Galleria fotografica </a></p>
<p align="right"><strong>Breve storia del Palazzo Negrotto Cambiaso di Arenzano</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Già anteriormente al mille era esistente nell’attuale sito del castello una torre.</strong></p>
<p><strong>I Pallavicino fino dal 1400 erano proprietari di vaste estensioni terriere in Arenzano. </strong></p>
<p><strong>Nel 1558  il Marchese Tobia Pallavicino costruì, attorno alla Torre, la propria dimora con le caratteristiche della villa suburbana con funzione agricola. La villa infatti risultava circondata non da un giardino monumentale ma da un’orditura regolare di campi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Successivamente, nel 1825 Alessandro Pallavicino (1778 – 1840) sistemò i giardini attorno al palazzo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il di lui figlio, marchese Francesco Camillo e la moglie, marchesa Luisa Sauli, decisero di rinnovare la villa e di trasformare le aree ad essa circostanti in un ameno giardino e ne diedero incarico all’architetto Luigi Rovelli (1850 – 1911).</strong></p>
<p><strong>Seguendo la moda ed il gusto del tempo all’edificio fu conferito l’aspetto di un turrito castello circondato da un vasto parco ideato secondo i canoni del giardino all’inglese e quindi caratterizzato da ampie aree prative definite da quinte di vegetazione, percorsi sinuosi e dall’inserimento di numerosi manufatti caratteristici della tipologia di giardino adottata, come grotte, chioschi, giochi d’acqua in forme naturalistiche. Tra i più significativi purtroppo andati perduti, il vasto lago dalle sponde irregolari e sinuose ed il “cottage svizzero” (edificio da giardino in forme nordiche) che unitamente creavano una “scenografia rustica” carica di sfumature romantiche. Particolarmente suggestivo il piccolo “borgo medioevale” efficace ambientazione scenografica, collegato al castello dalle mura-baluardo con garitta di avvistamento a protezione del “maniero”.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Tali lavori eseguiti nel 1880 comportarono il rifacimento anche del “Castello”, con  l’innalzamento di 26 m  della preesistente torre e l’esecuzione di una merlatura ghibellina lungo tutto il coronamento perimetrale del palazzo e della torre.</strong></p>
<p><strong>Fra gli archetti degli sporti sostenenti i merli furono affrescati ben 144 stemmi, che, a causa delle intemperie e del tempo erano quasi scomparsi: una paziente opera di ricerca durata parecchi anni ha permesso l’individuazione dell’originaria raffigurazione e la  ristrutturazione ha reso possibile ammirare nuovamente nel suo splendore originale questa interessante galleria araldica. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Gli stemmi non hanno solo una funzione decorativa, ma rappresentano secoli di storia genovese e imprese compiute dalla grande e potente famiglia Pallavicino.</strong></p>
<p><strong>Nei 144 stemmi araldici sono infatti  raffigurate altrettante importanti famiglie nobili genovesi (Fieschi, Spinola, Cattaneo, Grimaldi, Durazzo, De Ferrari, Sauli, Lercaro, Embriaco, ecc…) legate per affari o per legami famigliari ai Pallavicino.</strong></p>
<p><strong>Altri 19 stemmi sono affrescati nei lunotti delle finestre del 1° piano e rappresentano località di avvenimenti o imprese compiute dai Pallavicino (Cipro, Gerusalemme, Corsica, Savona, Sardegna, ecc…).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Al valore architettonico &#8211; compositivo del parco e della villa occorre anche aggiungere il valore botanico. Sono infatti in esso presenti specie poco comuni nel contesto dei parchi liguri o addirittura rare quali: il cipresso calvo, l’erytrina cristagalli, il cefalotasso, la criptomeria nella varietà <em>elegans</em>, la tuia gigante.</strong></p>
<p><strong>Diversi esemplari inoltre, data la loro annosità, hanno raggiunto dimensioni imponenti. Fra questi i pini, i platani, le magnolie, le canfore, la sofora, le palme, le sughere, i cipressi ed il grande cedro del Libano, vero e proprio monumento vegetale, che fa bella mostra di sé sulla pelouse erbosa nella parte bassa del parco.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Degna di nota, anche se più tarda rispetto all’impianto del parco (primo quarto del XX sec.) è la serra déco in ferro e vetro opera dell’architetto Lamberto Cusani che si ispirò ad esempi ottocenteschi francesi ed inglesi di tale tipologia di edificio da giardino. Di particolare eleganza architettonica, può senza dubbio essere definita il più significativo esempio in Liguria.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>(AF-25.05.2009 &#8211; Si ringraziano per le informazioni fornite l’Arch. Caterina Mandirola e il Sig. Giuseppe Roggero).</strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Giardino di Pratorondanino (XX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Loc. Pratorondanino a Campo Ligure (Genova)
Definito come &#8220;Museo del verde&#8221;, è un importante giardino botanico montano di recente istituzione, che possiede flora di montagna proveniente da almeno tre habitat diversi, oltre che piante rare o in via d&#8217;estinzione.
Il Giardino si trova in località Pratorondanino e si può raggiungere da Masone tramite il suo casello lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loc. Pratorondanino a Campo Ligure (Genova)<br />
Definito come &#8220;Museo del verde&#8221;, è un importante giardino botanico montano di recente istituzione, che possiede flora di montagna proveniente da almeno tre habitat diversi, oltre che piante rare o in via d&#8217;estinzione.</p>
<p>Il Giardino si trova in località Pratorondanino e si può raggiungere da <a title="Masone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Masone">Masone</a> tramite il suo casello lungo l&#8217;<a title="Autostrada A26 (Italia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autostrada_A26_%28Italia%29">Autostrada Genova-Alessandria</a>; da <a title="Campo Ligure" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_Ligure">Campo Ligure</a>; da <a title="Bosio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosio">Bosio</a> (<a title="Provincia di Alessandria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Alessandria">AL</a>) e da Genova <a title="Pontedecimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pontedecimo">Pontedecimo</a> tramite strade provinciali o regionali seguendo le indicazioni. Le visite possono essere prenotate anche telefonando allo 010.6988624.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica; font-size: x-small;"><strong>Giardino Botanico Montano di Pratorondanino<br />
</strong><br />
<img src="http://www.cmvallisturaorba.it/images/rondanino.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="175" height="245" align="right" />Gli &#8220;studiosi&#8221; a piedi lungo sentieri tracciati o, più comodamente in automobile devono assolutamente visitare il &#8220;Giardino Botanico Montano di Pratorondanino&#8221;.</span></p>
<p>Vi si accede da Masone arrivando con l&#8217;Autostrada A26, da Bosio e da Ge-Ponte X percorrendo la Provinciale che collega le due località attraversando la Capanne di Marcarolo e i Piani di Praglia.</p>
<p>Il giardino è aperto da aprile a settembre ma il periodo migliore per visitarlo va da maggio ad agosto, preferibilmente alla domenica o, su appuntamento telefonando al numero 010/6140824.<br />
Su di una superficie di mq 6.000 è presente una collezione di flora montana proveniente dagli ambienti glaciali a quelli desertici, da località e nazioni differenti per la quale è stato necessario creare diversi habitat rocciosi: calcareo, siliceo e serpentinoso.</p>
<p>Nello stagno e nel laghetto sono acclimatate specie tipiche delle stazioni riparie insieme a piante insettivore.<br />
Piante quali Eringium alpinum, Lilium pomponium e Wulfenia carinthiaca meritano particolare attenzione in quanto considerate in pericolo di estinzione dalla Società Botanica Italiana.</p>
<p>Ben rappresentata, nella sua originalità è la flora ligure, con la presenza di specie esclusive, assenti in tutto il resto del mondo come la Viola bertolonii ed il Cerastium utriense.</p>
<p>Il Giardino Botanico Montano di Pratorondanino nasce da un&#8217;idea del G.L.A.O. (Gruppo Ligure Amatori Orchidee) con l&#8217;appoggio morale, scientifico della dr.ssa Lilia Capocaccia, direttore del Museo di Storia Naturale di Genova, dei professori Enrico Martini e Mastrorilli dell&#8217;Università di Genova.</p>
<p>La gestione, nel corso degli anni, è stata possibile grazie all&#8217;intervento economico della Comunità Montana Valli Stura e Orba, della Provincia di Genova, della Regione Liguria e della Fondazione Carige.</p>
<p>La Regione Liguria, recentemente, ha riconosciuto al Giardino Botanico Montano di Pratorondanino lo status di area protetta per il suo valore nel campo della conservazione del patrimonio naturale della Liguria.</p>
<p> </p>
<p>Giardino di Pratorondanino &#8211; Campo Ligure (GE) tel. 010 5499287</p>
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		<title>Villa Brignole Sale (XVI-XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:53:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera è una villa nobiliare genovese  ubicata nel quartiere di Voltri sul colle Castellaro. Si è sviluppata in seguito all&#8217;annessione successiva di diverse proprietà.
Il corpo più antico denominato &#8220;Paraxo&#8221; era stato fatto costruire dalla famiglia aristocratica Mandillo. Il corpo centrale, sormontato al centro dallo stemma dei Brignole, corrisponde al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera</strong> è una villa nobiliare genovese  ubicata nel quartiere di <a title="Voltri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Voltri">Voltri</a> sul colle Castellaro. Si è sviluppata in seguito all&#8217;annessione successiva di diverse proprietà.</p>
<p>Il corpo più antico denominato &#8220;Paraxo&#8221; era stato fatto costruire dalla famiglia aristocratica Mandillo. Il corpo centrale, sormontato al centro dallo stemma dei <a title="Brignole (famiglia) (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Brignole_%28famiglia%29&amp;action=edit&amp;redlink=1">Brignole</a>, corrisponde al nucleo originario seicentesco mentre le due ali sono state aggiunte in un secondo tempo.</p>
<p>Contrariamente ai canoni abituali, l&#8217;ingresso principale non è situato al centro dell&#8217;edificio ma sotto un portico posto sotto l&#8217;ala ad oriente. Gli interni conservano affreschi settecenteschi e decorazioni in stile <a title="Rococò" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rococ%C3%B2">rococò</a>. Di particolare pregio la Sala delle Conchiglie. Sul retro trova spazio un interessante <a title="Giardino d'inverno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_d%27inverno">giardino d&#8217;inverno</a>.</p>
<p>La villa &#8211; collocata su una terrazza a mezza costa a cui si accede da due monumentali scale simmetriche &#8211; ha anche delle <em>dependance</em>: il <em>Caffè</em>, la <em>Latteria</em> e il <em>Castello Belvedere</em> che dopo anni di decadenza sono state ristrutturate utilizzando i finanziamenti elargiti in occasione delle manifestazioni colombiane del 1992</p>
<p>Nel <a title="1675" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1675">1675</a> la villa fu acquistata dai Brignole Sale che dopo lavori di ampliamento la rinominarono Villa Grande.</p>
<p>Le ristrutturazioni successive più importanti avvennero nel <a title="1780" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1780">1780</a> quando il voltrese Giuseppe Canepa decorò gli interni della villa in stile <a title="Rococò" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rococ%C3%B2">rococò</a>, e nel 1876, quando <a title="Maria Brignole Sale De Ferrari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Brignole_Sale_De_Ferrari">Maria Brignole Sale De Ferrari</a>, duchessa di Galliera, fece realizzare il vasto giardino romantico genovese. Nel <a title="1888" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1888">1888</a> la duchessa la lasciò in eredità perpetua all&#8217;<a title="Opera Pia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opera_Pia">Opera Pia</a> Brignole Sale. Dal <a title="1931" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1931">1931</a> è in uso al <a title="Genova" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genova">Comune di Genova</a>, inizialmente in affitto e poi in proprietà tranne il palazzo e l&#8217;antistante giardino.</p>
<p>Negli anni ha ospitato diversi ospiti illustri tra cui: <a title="Luigia Maria Adelaide di Borbone (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luigia_Maria_Adelaide_di_Borbone&amp;action=edit&amp;redlink=1">Luigia Maria Adelaide di Borbone</a>, <a title="Maria Cristina di Savoia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Cristina_di_Savoia">Maria Cristina di Savoia</a>, <a title="Ferdinando II delle Due Sicilie" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_II_delle_Due_Sicilie">Ferdinando II di Borbone</a>, <a title="Carlo Alberto di Savoia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Alberto_di_Savoia">re Carlo Alberto</a> , la regina <a title="Maria Teresa d'Asburgo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Teresa_d%27Asburgo">Maria Teresa d&#8217;Asburgo</a> e gli imperatori <a title="Francesco Giuseppe d'Austria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Giuseppe_d%27Austria">Francesco Giuseppe d&#8217;Austria</a> e <a title="Guglielmo II di Germania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_II_di_Germania">Guglielmo II di Germania</a>.</p>
<h2><span id="Il_parco">Il parco</span> <span style="font-size: x-small; font-weight: normal; float: none;">[<a title="Modifica la sezione Il parco" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Villa_Brignole_Sale_Duchessa_di_Galliera&amp;action=edit&amp;section=2">modifica</a>]</span></h2>
<p>Il parco della villa, attualmente adibita dal comune a parco urbano si estende per circa 32 ettari.</p>
<p>È costituito da una parte a giardino, nei dintorni della villa, con elementi botanici classici dei giardini dell&#8217;epoca quali <a title="Cedrus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cedrus">cedri</a>, <a title="Cipresso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cipresso">cipressi</a>, <a title="Ippocastano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocastano">ippocastani</a>, <a title="Magnolia (botanica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magnolia_%28botanica%29">magnolie</a>, e <a title="Palma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palma">palme</a> con innesti di vegetazione tipica ligure quali <a title="Pinus pinaster" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_pinaster">pini marittimi</a> e <a title="Quercus ilex" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_ilex">lecci</a> ed un&#8217;altra tipicamente agricola con olivi e alberi da frutto e abitazioni contadine. Tra le specie della flora spontanea si segnalano <a title="Crocus biflorus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crocus_biflorus">crocus biflorus</a>, <a title="Iris foetidissima (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Iris_foetidissima&amp;action=edit&amp;redlink=1">iris foetidissima</a> e l&#8217;orchidacea <a title="Spiranthes spiralis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spiranthes_spiralis">spiranthes spiralis</a>, entità piuttosto rare in Liguria.</p>
<p>In una spianata erbosa si trova un recinto per i <a title="Daino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daino">daini</a>, vera attrazione del parco. Subito fuori di due dei cancelli del parco vi sono due chiese: il <a title="Convento San Francesco (Voltri)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convento_San_Francesco_%28Voltri%29">convento San Francesco</a>, ora in disuso, in basso e il <a title="Santuario Madonna delle Grazie (Voltri)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_Madonna_delle_Grazie_%28Voltri%29">Santuario Madonna delle Grazie</a> (intitolato anche a <a title="San Nicolò (santo)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Nicol%C3%B2_%28santo%29">san Nicolò</a>) in cima alla collina.</p>
<p><a href="http://www.florartearenzano.com/wp-content/uploads/2009/04/1200px-PanoramicaGiardino.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-293" title="1200px-PanoramicaGiardino" src="http://www.florartearenzano.com/wp-content/uploads/2009/04/1200px-PanoramicaGiardino-150x150.jpg" alt="1200px-PanoramicaGiardino" width="151" height="151" /></a></p>
<p>(informazioni da Wikipedia.it)</p>
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		<title>Palazzo del Principe (XVI &#8211; XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:52:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sontuosa dimora voluta da Andrea Doria nel XVI secolo, possiede uno dei giardini monumentali più importanti della Liguria. Recentemente restaurato, conserva il disegno delle aiuole, le decorazioni scultoree e la famosa statua del Nettuno di Taddeo Carlone  della fine del Cinquecento. Imperdibile la visita della Villa, contenente preziosi affreschi di Perin  del Vaga (La loggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sontuosa dimora voluta da Andrea Doria nel XVI secolo, possiede uno dei giardini monumentali più importanti della Liguria. Recentemente restaurato, conserva il disegno delle aiuole, le decorazioni scultoree e la famosa statua del Nettuno di Taddeo Carlone  della fine del Cinquecento. Imperdibile la visita della Villa, contenente preziosi affreschi di Perin  del Vaga (La loggia degli Eroi e la Gigantomachia)  e magnifici arazzi quattro e cinquecenteschi.</p>
<p> </p>
<h1>Palazzo del Principe</h1>
<h2>Caravaggio e la fuga. La pittura di paesaggio nelle ville Doria Pamphili</h2>
<p>Un binomio da non perdere: la riapertura degli interni restaurati e dei giardini della Villa del Principe, la più vasta e sontuosa dimora nobiliare della città di Genova, e l’allestimento di una grande mostra che, partendo dalla celeberrima <strong>“Fuga in Egitto” di Caravaggio </strong>presenta, per la prima volta, oltre ottanta dipinti di pittura di paesaggio, tutti tratti dalle collezioni delle diverse dimore della dinastia Doria Pamphilj, molti dei quali inediti.</p>
<p><a href="http://www.dopart.it/genova/it/wp-content/uploads/2010/02/caravaggio_riposo_fuga_egitto_doria_pamph_c1595.jpg"><img title="caravaggio  riposo fuga egitto doria pamphilj" src="http://www.dopart.it/genova/it/wp-content/uploads/2010/02/caravaggio_riposo_fuga_egitto_doria_pamph_c1595-300x241.jpg" alt="caravaggio riposo fuga egitto doria pamphilj" width="300" height="241" /></a></p>
<p>A proporlo, dal 26 marzo al 26 settembre prossimi, è la <strong>Società Arti Doria Pamphilj</strong>, presieduta dalla <strong>Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj</strong>.</p>
<p>Era il 1521 quando Andrea Doria, valente ammiraglio e uomo d’armi leggendario, diede il via ai lavori che avreb- bero portato alla costruzione della meravigliosa Villa affacciata sul mare di Genova. Questo sarebbe divenuto il luogo di pace al rientro dai suoi innumerevoli viaggi e la dimora prescelta per i suoi successori: la famiglia Doria Pamphilj. In questa Villa Andrea Doria diede vita ad una grande corte rinascimentale, di cui fecero parte artisti come il magnifico Perino del Vaga, che si occupò della decorazione e degli arredi di gran parte delle sale. La Villa venne poi ampliata dal successore di Andrea, Giovanni Andrea I Doria, con il quale raggiunse il suo massimo splendore. Secondo le più recenti ricerche, proprio da quest’ultimo, Caravaggio ricevette, durante il breve soggior- no a Genova dell’agosto 1605, l’offerta di affrescare una loggia del palazzo in cambio del favoloso compenso di 6000 scudi, che però l’artista rifiutò.</p>
<p>Oggi <strong>Villa del Principe</strong> è un luogo monumentale pieno di tesori nascosti. Per rivivere i suoi fasti basta percorrerne le stanze, ammirare gli splendidi affreschi ed arazzi o passeggiare tra le fontane del meraviglioso giardino cinque- centesco. Gli Interventi di restauro si sono succeduti in questi ultimi anni e finalmente interni e giardino hanno riacquistato lo smalto di quando erano una vera e propria Reggia in città.</p>
<p>È in questi sontuosi ambienti che troverà scenografia appropriata la grande mostra <strong>“Caravaggio e la fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj”</strong>: circa ottanta opere, in parte mai esposte, che documentano come la storia del collezionismo e mecenatismo della celebre dinastia genovese-romana sia stata fortemente caratterizzata, nel corso della sua lunga storia, dalla costruzione ed allestimento di magnifiche ville extra urbane, oggi monumenti nazionali. L’esposizione, curata da Massimiliano Floridi (catalogo Silvana Editoriale), tende a mostrare come l’alle- stimento degli edifici sia stato organicamente legato alla storia del genere pittorico del paesaggio.</p>
<p>Le <strong>collezioni di Roma e Genova </strong>custodiscono al loro interno meravigliosi capolavori della pittura di paesaggio. Lungo venti generazioni alcuni protagonisti della famiglia hanno guidato il gusto e l’estetica dell’élite culturale italiana, attraverso straordinarie scelte di mecenatismo, che per quantità e qualità occupano un singolare rilievo nella storia dell’arte europea. La mostra esplora un aspetto di questo ideale di vita extraurbano, raccogliendo per la prima volta quadri di paesaggio un tempo pensati per accompagnare il tempo del piacere e dello svago. Spicca il <strong>capolavoro di Caravaggio</strong> noto come la Fuga in Egitto, un tempo collocato nella villa del Bel Respiro a Roma. È l’unica opera dell’artista lombardo in cui ci sia un brano significativo di paesaggio. Recenti scoperte scientifiche ne hanno messo in luce talune fasi costruttive che autorizzano a congetturare una prima idea del quadro proprio come paesaggio.</p>
<p>Nella mostra, aperta da una preziosa sequenza di opere provenienti dalla <strong>villa cinquecentesca Centurione Doria di Pegli presso Genova</strong>, saranno esposti cicli pittorici dipinti dagli artisti a partire dalla metà del Seicento apposita- mente per le diverse ville di famiglia. Così la serie di Momper e Dughet, Grimaldi e Anesi per la villa del Bel Re- spiro, che è stata un notevole modello architettonico: Camillo Pamphilj, nipote del Papa Innocenzo X, pur curando soprattutto la raccolta di sculture antiche per l’interno e l’esterno della villa, attraverso una straordinaria campagna di acquisti abbellì con splendidi arredi le sale del casino.</p>
<p>La mostra esplora anche un aspetto meno noto della Roma papale, attraverso delle opere di un genere del paesaggio tutto particolare, quali marine e tempeste di autori allora molto stimati. Il palazzo di Nettuno e il casino di Anzio furono teatro del mecenatismo del figlio primogenito di Camillo, Giovanni Battista e poi, soprattutto, del nipote. Anche nella <strong>villa di Ripa Grande</strong>, dimora della celebre Donna Olimpia, venne creata una piccola collezione, che ne completava il progetto di villa fluviale per bagni e giardino di delizie, lungo il fiume Tevere. Tra i quadri che la decoravano, sono presenti opere del noto paesaggista olandese Herman van Swanevelt.</p>
<p>La <strong>villa d’Albano</strong>, oggi purtroppo ridotta ad un rudere, fu residenza di campagna splendidamente decorata del Cardinale Benedetto, finora conosciuto dal pubblico per il mecenatismo musicale più che per quello pittorico, ma che seppe circondarsi di un gran numero di capolavori. Si ricorda il ciclo di J. F. van Bloemen, specialista, significati- vamente soprannominato “Orizzonte”, che dedicò ai Pamphilj una serie impressionante d’opere, conservate oggi negli appartamenti privati e per la prima volta visibili al pubblico nella loro interezza.</p>
<p>Una serie di foto d’autore, scattate per un nuovo edificio extraurbano della famiglia, infine, fa da appendice alla mostra, aprendo l’esposizione alla speranza che i modelli d’arte del tempo libero antico, possano aggiornarsi alle esigenze della contemporaneità. La <strong>villa montana a Guarcino</strong>,<strong> detto Rifugio Floridi Doria Pamphilj</strong>, posta alla som- mità dell’Appennino a sud di Roma, è stata scelta come residenza dalla famiglia e ristrutturata sull’archetipo dei quattro elementi della natura ed al crocevia di quattro percorsi naturali, che l’artista Lala Meredith Vula ha espresso attraverso alcuni scatti nelle diverse stagioni. L’artista serbo-inglese, che al centro del suo percorso formativo ha la British Academy a Roma, rinnova le tracce di un’esperienza romana, che ebbe nei pittori stranieri d’epoca moderna, i protagonisti degli allestimenti delle ville cittadine.</p>
<p><em>Caravaggio e la fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj.</em></p>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Genova, Villa del Principe, dal 26 marzo al 26 settembre 2010.<strong><br />
Orario:</strong> tutti i giorni dalle 10 alle 17, escluso il giovedì.<br />
<strong>Ingresso:</strong> intero 12 euro ;  ridotto 9 euro; scuole 7 euro.<br />
Catalogo Silvana Editoriale.</p>
<p>La storia del giardino</p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><span style="color: #aa8f00;"><strong><span>Il giardino di Andrea Doria</span></strong><br />
</span><em>Andrea</em> dotò la sua dimora di splendidi giardini. All’intervento di <strong>Perino del Vaga</strong> è probabilmente legata la creazione degli <strong>“amenissimi giardini” </strong>che accolsero <strong>Carlo V </strong>nel suo soggiorno alla <em>Villa</em> (1533). A questa prima sistemazione appartiene la definizione del <em>cortile</em> antistante la facciata sud della villa, suddiviso in tre spazi dai bracci ortogonali del porticato terrazzato, secondo il modello delle ville marittime ellenistico-romane. Di questa fase è giunta sino a noi la <em><strong>fontana “dei Delfini”</strong></em>. Andrea affidò poi al fiorentino <strong>Giovanni Angelo Montorsoli</strong> il compito di fare “nuove aggiunte di fabriche e di giardini bellissimi”; <em>la fontana del Tritone</em> è testimonianza dell’intervento dello scultore. Alle spalle del palazzo la collina di Granarolo cominciò ad essere trasformata in un sistema di terrazze sovrapposte, recanti aiuole ordinate e boschetti.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><span style="color: #aa8f00;"><strong><span>Il giardino di Giovanni Andrea I</span></strong><br />
</span>Fu <em>Giovanni Andrea I</em>, con l’aiuto del suo <strong>architetto</strong> <strong>Giovanni Ponzello</strong>, a creare la fisionomia definitiva del complesso monumentale. Alla fine del XVI secolo il<em> giardino a mare</em> si presentava come un grande spazio articolato in forme geometriche intorno al perno centrale della <em><strong>Fontana del Nettuno.</strong></em> Due architetture “di delizia” colpivano i visitatori: la grande <strong>uccelliera</strong>, che nelle sua ornata struttura in ferro lunga un centinaio di metri ospitava migliaia di uccelli apprezzati per la bellezza o il canto, e la <strong><em>grotta</em></strong> – ancor oggi esistente &#8211; rivestita di mosaici.<br />
Gli assi portanti del disegno del <em>giardino</em> realizzato ai tempi di <em>Giovanni Andrea</em> si rivelarono assai resistenti nei secoli: mentre mutavano più volte le soluzioni decorative delle aiuole, l’impianto generale non venne sostanzialmente modificato sino alla metà dell’Ottocento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><span style="color: #aa8f00;"><strong><span>Il giardino dell’Ottocento e il restauro</span></strong><br />
</span>Negli anni Cinquanta dell’Ottocento il principe <strong>Filippo Andrea V</strong> trasformò il <em>giardino a mare </em>in un piccolo parco “all’inglese” di gusto romantico: cancellati i preesistenti assi di simmetria, si preferirono percorsi sinuosi e boschetti. Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti causarono distruzioni notevoli. Recentemente è stato avviato un <strong>intervento di recupero</strong> del <em>giardino a mare</em> (realizzato, per la parte centrale, nel 1998-2000), teso a riproporne <strong>l’assetto tardo cinquecentesco</strong>, meglio documentato rispetto alla fase della prima metà del secolo e coerente con l’architettura della <em>villa.</em> Anche per la selezione delle piante, il criterio fondamentale è stato quello della caratterizzazione storica, volta alla rievocazione delle sistemazioni orticole dell’epoca. Si privilegiano quindi piante ed accostamenti tipici di quel periodo, quali l’associazione di specie da fiore con piante aromatiche (la rosa con il mirto, il rosmarino con il garofano) e si includono specie importate proprio nel <strong>Cinquecento</strong> dal Nuovo Mondo.</p>
<div>
<p> </p></div>
<p>Principe, 4 &#8211; Genova</p>
<p>Tel: 010 / 255509<br />
Fax: 010 / 2464837</p>
<p>E-mail: <a href="mailto:info@palazzodelprincipe.it"><span style="color: #aa8f00;">info@palazzodelprincipe.it</span></a><br />
Website: <a href="http://www.dopart.it/genova/"><span style="color: #aa8f00;">www.dopart.it/genova</span></a></p>
<p><a href="http://www.palazzodelprincipe.it"></a></p>
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		<title>Villa Delle Peschiere (XVI secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:51:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Genova
In posizione panoramica su Genova, la Villa fu progettata nel Cinquecento dall&#8217;Alessi per i nobili Pallavicino con un giardino ricco di terrazze, apparati scenografici ed effetti prospettici; oggi si ammirano ancora il portico a serliana, la grotta artificiale, due ninfei e la fontana del Tritone. L&#8217;edificio è attualmente sede di una compagnia di assicurazioni.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Genova<br />
In posizione panoramica su Genova, la Villa fu progettata nel Cinquecento dall&#8217;Alessi per i nobili Pallavicino con un giardino ricco di terrazze, apparati scenografici ed effetti prospettici; oggi si ammirano ancora il portico a serliana, la grotta artificiale, due ninfei e la fontana del Tritone. L&#8217;edificio è attualmente sede di una compagnia di assicurazioni.</p>
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		<title>Villa Groppallo allo Zerbino (XVI secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:51:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Villa Groppallo allo Zerbino a Genova.
Strepitosa Villa della seconda metà del Cinquecento, immersa nel verde di un vasto parco, in posizione panoramica nella centrale zona di Manin: costruita dai Balbi, passo ai Durazzo e poi ai Groppallo. Per la sua decorazione hanno lavorato importanti artisti come Piola, De Ferrari, e Andrea Tagliafichi, uno dei più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Villa Groppallo allo Zerbino a Genova.<br />
Strepitosa Villa della seconda metà del Cinquecento, immersa nel verde di un vasto parco, in posizione panoramica nella centrale zona di Manin: costruita dai Balbi, passo ai Durazzo e poi ai Groppallo. Per la sua decorazione hanno lavorato importanti artisti come Piola, De Ferrari, e Andrea Tagliafichi, uno dei più apprezzati architetti neoclassici del capoluogo ligure,  autore quest&#8217;ultimo della scenografia del giardino con vasche, fontane e statue.</p>
<p>Passo allo Zerbino, 1 &#8211; Tel. 0108602333</p>
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		<title>Parchi di Nervi (XVII-XXI secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:51:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Genova Nervi
Costituito dai giardini di Villa Serra, Grimaldi, Groppallo, Luxoro il complesso è  l&#8217;area verde più grande di Genova, adibito a polo museale e ricreativo. All&#8217;interno si trovano oltre cento specie botaniche di flora mediterranea, cinque alberi monumentali, e un importante roseto.
www.parchidinervi.it

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Genova Nervi<br />
Costituito dai giardini di Villa Serra, Grimaldi, Groppallo, Luxoro il complesso è  l&#8217;area verde più grande di Genova, adibito a polo museale e ricreativo. All&#8217;interno si trovano oltre cento specie botaniche di flora mediterranea, cinque alberi monumentali, e un importante roseto.</p>
<p><a href="http://www.parchidinervi.it">www.parchidinervi.it</a></p>
<p><a href="http://www.florartearenzano.com/wp-content/uploads/2009/04/grimaldi.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-294" title="grimaldi" src="http://www.florartearenzano.com/wp-content/uploads/2009/04/grimaldi.png" alt="grimaldi" width="150" height="112" /></a></p>
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		<title>Villa Durazzo Pallavicini (XVIII-XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Progettato e realizzato a Pegli (GE) a metà Ottocento da Michele Canzio, scenografo del Teatro Carlo Felice di Genova, il Parco mantiene intatto il suggestivo itinerario che abbina architettura, teatro e natura. All&#8217;interno anche un giardino botanico fondato a fine Settecento e già allora rinomato in tutta Europa.
L&#8217;attuale villa sorge nel luogo in cui già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progettato e realizzato a Pegli (GE) a metà Ottocento da Michele Canzio, scenografo del Teatro Carlo Felice di Genova, il Parco mantiene intatto il suggestivo itinerario che abbina architettura, teatro e natura. All&#8217;interno anche un giardino botanico fondato a fine Settecento e già allora rinomato in tutta Europa.</p>
<p>L&#8217;attuale villa sorge nel luogo in cui già si trovava il palazzo di villeggiatura del <strong>Doge Gio Battista Grimaldi</strong>.</p>
<p><strong>Clelia Durazzo</strong>, capace botanica di fama europea e moglie di Giuseppe Grimaldi, volle realizzare (settembre 1846) e successivamente ampliare un <strong>giardino botanico</strong>.</p>
<p>La costruzione del parco fu voluta dal <strong>Marchese Ignazio Alessandro Pallavicini</strong>, nipote di Clelia Durazzo. La realizzazione del parco si inserisce in un periodo di notevoli trasformazioni urbane per Pegli, come la costruzione della stazione ferroviaria (con fermata obbligatoria di tutti i treni per 100 anni) e dell&#8217;Hotel Michel.</p>
<p>La costruzione del parco e la ristrutturazione del palazzo iniziarono nel 1840 ed il progetto fu realizzato dall&#8217;<strong>Architetto Michele Canzio</strong>.</p>
<p>L&#8217;inaugurazione avvenne nel 1846 durante <strong>VIII° Congresso degli Scienziati Italiani</strong>; su invito del Marchese, un gruppo di studiosi botanici partecipò all&#8217;inaugurazione rimanendone notevolmente colpiti.</p>
<p>Negli anni successivi si susseguirono vari miglioramneti non solo per la villa ma anche per la città come la già citata realizzazione della stazione e dell&#8217;Hotel Michel.</p>
<p>Nel 1928, per volontà della <strong>Principessa Matilde Giustiniani</strong>, la villa e tutto il parco furono <strong>donati al Comune di Genova</strong>. Il Municipio si impegnò a mantenere il parco ad uso pubblico ed il palazzo ad uso culturale.</p>
<p>Il parco non fu mai aperto nella sua interezza, in occasione dei lavori autostradali fu addirittura chiuso (1963 e 1972).</p>
<p>Il parco di villa Pallavicini non è un semplice insieme di prati variamente arredati e aree boscose, in realtà deve essere interpretato nella sua interezza. Rappresenta un&#8217;<strong>opera teatrale</strong>, un susseguirsi di <strong>scene architettoniche e botaniche</strong> particolarmente studiate. L&#8217;Architetto Canzio, scenografo del Teatro Carlo Felice dal 1828 al 1854, strutturò il parco come un&#8217;opera teatrale composta da <strong>un prologo e tre atti di quattro scene ciascuno</strong>.</p>
<p><strong>Descrizione</strong> del 1865 &#8230;</p>
<p><img src="http://www.pegli.com/img/villa_pallavicini.jpg" border="0" alt="il palazzo" hspace="10" vspace="10" align="left" /> Il cancello principale è posto tra due piccoli edifici quadrati nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria. Il viale principale, ornato con due file di elci, mediante un cavalcavia supera con leggera pendenza la via ferrata accompagnando il visitatore fino al Palazzo.</p>
<p>Il percorso inzia lungo il <strong>viale gotico</strong>, un sentierino secondario conduce alla coffée-house.</p>
<p><img src="http://www.pegli.com/img/coff%C3%A9e_house.jpg" border="0" alt="il coffèe house" hspace="10" vspace="10" align="left" /> Il <strong>coffée-house</strong> è un edificio quadrilatero con un terrazzino ornato con otto colonne di stucco (finto marmo) e ringhierine di ghisa.</p>
<p>Al piano del terrazzino è visibile un&#8217;iscrizione dedicata alla Regina di Sardegna e al Principe di Carignano (1846). Sono da notare pregevoli bassirilievi del Cevasco raffiguranti la primavera e l&#8217;autunno. Sono anche presenti quattro statue di Carlo Rubatto raffiguranti: Leda, Pomona, Ebe e Flora. L&#8217;interno e affrescato con figure femminili in stile pompeiano arredato con quattro vasi in stile etrusco.</p>
<p>Attraversando l&#8217;arco realizzato nel coffée-house, si accede al <strong>viale classico</strong>, affiancato da vasi di agrumi, che conduce all&#8217;arco di trionfo.</p>
<p><img src="http://www.pegli.com/img/arco_trionfo.jpg" border="0" alt="l'arco di trionfo" hspace="10" vspace="10" align="left" /> La facciata dell&#8217;<strong>arco di trionfo</strong> presenta quattro colonne, due statue allegoriche (l&#8217;abbondanza e la letizia), vari bassorilievi e quattro geni che spargono fiori sui passanti. Sulla cima due ninfe sorreggono lo stemma della famiglia Pallavicini. Una scritta sul frontone, invita il visitatore ad abbandonare le grandezze terrene per aspirare alle semplici e quiete gioie della campagna.</p>
<p>Superato l&#8217;arco, questo subisce una notevole trasformazione stilistica e il visitatore si trova in una <strong>zona campestre</strong> caratterizzata da una <strong>casetta rustica</strong>. Nella zona vi è anche un ruscello superabile con un ponticello di legno.</p>
<p>Si giunge quindi nella <strong>zona delle giostre</strong>, quest&#8217;area originariamente era coltivata con vigneti e olivi successivamente sostituiti con boschetti di pini ed alcuni sugheri. Entrambe le giostre sono manovrabili esclusivamente manualmente.</p>
<p>Lasciando le giostre il visitatore si addentra nel <strong>viale delle camelie</strong> e finalmente arriva in riva ad un <strong>piccolo lago</strong>. L&#8217;afflusso dell&#8217;acqua è garantito da una cascatella. Sulla riva si può notare una magnifica magnolia. La parte più stretta del lago è attraversabile mediante un ponticello che porta il visitatore ad un sentiero che conduce ad una capanna posta sul ciglio di un piccolo burrone.</p>
<p>Allontanandosi da questa zona, lo &#8220;spettatore&#8221; giunge in prossimità di una <strong>cappella gotica dedicata alla Madonna</strong>. Sullo sfondo noterà un finto <strong>castello diroccato</strong> da qualche guerra medioevale frutto dell&#8217;immaginazione. <img src="http://www.pegli.com/img/cappella.jpg" border="0" alt="la cappella gotica" hspace="10" vspace="10" align="left" /> <img src="http://www.pegli.com/img/castello.jpg" border="0" alt="il castello" hspace="10" vspace="10" align="right" /></p>
<p>Dopo aver superato un <strong>capanno svizzero</strong>, si arriva al <strong>castello trecentesco</strong>. L&#8217;edificio di forma quadrata presenta una torre centrale cilindrica fittamente coronata di merli. Il castello non è solo una facciata ma contiene splendidi arredi e affreschi interni.</p>
<p>Non lontano dal castello vi è il <strong>mausoleo gotico</strong>, ricco di fregi e bassorilievi, che ospita i resti del capitano del castello. <img src="http://www.pegli.com/img/mausoleo.jpg" border="0" alt="il mausoleo gotico" hspace="10" vspace="10" align="left" /> <img src="http://www.pegli.com/img/tempio_diana.jpg" border="0" alt="il tempio di Diana" hspace="10" vspace="10" align="right" /></p>
<p>Passando davanti ad una <strong>grotta artificiale</strong>, il visitatore giunge infine al <strong>lago grande</strong>. Al centro dello specchio acqueo sorge il <strong>tempio greco</strong> sorretto da otto colonne e contenente una statua di Diana. L&#8217;isolotto è adornato da quattro tritoni. In prossimità del lago sono anche presenti: il <strong>chiosco turco</strong>, un <strong>obelisco egizio</strong>, la <strong>pagoda cinese</strong>, il <strong>tempio di Flora</strong> ed il <strong>giardino segreto</strong> realizzato come una serra in vetro e ghisa.</p>
<p>Non lontano dal lago vi è il <strong>monumento a Chiabrera</strong> posto in riva ad un laghetto e circondato dai cipressi.</p>
<p>Nel parco sono anche presenti: un <strong>busto di Michele Canzio</strong>, la <strong>raffigurazione allegorica</strong> della lotta tra l&#8217;aquila ed il coccodrillo, i <strong>giochi d&#8217;acqua</strong> ed il <strong>giardino botanico</strong>.</p>
<p>Nel palazzo è ospitato il <strong>museo archeologico ligure</strong>. <img src="http://www.pegli.com/img/fine.gif" border="0" alt="fine" hspace="0" align="bottom" /></p>
<p>Testo e Fotografie di Villa Pallavicini, dal sito:</p>
<p><a href="http://http://www.pegli.com/car_pallavicini.php">http://www.pegli.com/car_pallavicini.php</a></p>
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		<title>Palazzo e villa Negrotto Cambiaso Arenzano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 17:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mare di Giardini]]></category>

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		<description><![CDATA[Palazzo e Villa Negrotto Cambiaso di Arenzano
Già  anteriormente al mille era esistente nell&#8217;attuale sito del castello una torre.
I Pallavicino fino dal 1400 erano proprietari di vaste estensioni terriere in Arenzano.
Nel 1558  il Marchese Tobia Pallavicino costruì, attorno alla Torre, la propria dimora con le caratteristiche della villa suburbana con funzione agricola. La villa infatti risultava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Palazzo e Villa Negrotto Cambiaso di Arenzano</strong></p>
<p>Già  anteriormente al mille era esistente nell&#8217;attuale sito del castello una torre.</p>
<p><em>I Pallavicino fino dal 1400 erano proprietari di vaste estensioni terriere in Arenzano</em>.<br />
Nel 1558  il Marchese Tobia Pallavicino costruì, attorno alla Torre, la propria dimora con le caratteristiche della villa suburbana con funzione agricola. La villa infatti risultava circondata non da un giardino monumentale ma da un&#8217;orditura regolare di campi.</p>
<p>Successivamente, nel 1825 Alessandro Pallavicino (1778-1840) sistemò i giardini attorno al palazzo.</p>
<p>Il di lui figlio, marchese Francesco Camillo e la moglie, marchesa Luisa Sauli, decisero di rinnovare la villa e di trasformare le aree ad essa circostanti in un ameno giardino e ne diedero incarico all&#8217;architetto Luigi Rovelli (1850 &#8211; 1911).</p>
<p>Seguendo la moda ed il gusto del tempo all&#8217;edificio fu conferito l&#8217;aspetto di un turrito castello circondato da un vasto parco ideato secondo i <em>canoni del giardino all&#8217;inglese </em>e quindi caratterizzato da ampie aree prative definite da quinte di vegetazione, percorsi sinuosi e dall&#8217;inserimento di numerosi manufatti caratteristici della tipologia di giardino adottata, come grotte, chioschi, giochi d&#8217;acqua in forme naturalistiche.</p>
<p>Tra i più significativi purtroppo andati perduti, il vasto lago dalle sponde irregolari e sinuose ed il cottage svizzero (edificio da giardino in forme nordiche) che unitamente creavano una scenografia rustica carica di sfumature romantiche.<strong><em></p>
<p>Particolarmente suggestivo il piccolo borgo medioevale con un efficace ambientazione scenografica, collegato al castello dalle mura-baluardo con garitta di avvistamento a protezione del &#8220;maniero&#8221;</em></strong>.</p>
<p>Tali lavori eseguiti nel 1880 comportarono il rifacimento anche del Castello, con  l&#8217;innalzamento di 26 m  della preesistente torre e l&#8217;esecuzione di una merlatura ghibellina lungo tutto il coronamento perimetrale del palazzo e della torre.</p>
<p>Fra gli archetti degli sporti sostenenti i merli furono affrescati ben 144 stemmi, che, a causa delle intemperie e del tempo erano quasi scomparsi: una paziente opera di ricerca durata parecchi anni ha permesso l&#8217;individuazione dell&#8217;originaria raffigurazione e la  ristrutturazione ha reso possibile ammirare nuovamente nel suo splendore originale questa interessante galleria araldica.</p>
<p>Gli stemmi non hanno solo una funzione decorativa, ma rappresentano secoli di storia genovese e imprese compiute dalla grande e potente famiglia Pallavicino.<br />
<em>Nei 144 stemmi araldici sono infatti  raffigurate altrettante importanti famiglie nobili genovesi (Fieschi, Spinola, Cattaneo, Grimaldi, Durazzo, De Ferrari, Sauli, Lercaro, Embriaco, ecc) legate per affari o per legami famigliari ai Pallavicino.</em><br />
Altri 19 stemmi sono affrescati nei lunotti delle finestre del 1° piano e rappresentano località di avvenimenti o imprese compiute dai Pallavicino (Cipro, Gerusalemme, Corsica, Savona, Sardegna, ecc).<br />
<strong><em>Al valore architettonico &#8211; compositivo del parco e della villa occorre anche aggiungere il valore botanico. Sono infatti in esso presenti specie poco comuni nel contesto dei parchi liguri o addirittura rare quali: il cipresso calvo, l&#8217;erytrina cristagalli, il cefalotasso, la criptomeria nella varietà elegans, la tuia gigante.</em></strong></p>
<p>Diversi esemplari inoltre, data la loro annosità, hanno raggiunto dimensioni imponenti. Fra questi i pini, i platani, le magnolie, le canfore, la sofora, le palme, le sughere, i cipressi ed il grande cedro del Libano, vero e proprio monumento vegetale, che fa bella mostra di sè sulla pelouse erbosa nella parte bassa del parco.</p>
<p>Degna di nota, anche se più tarda rispetto all&#8217;impianto del parco (primo quarto del XX sec.).E la serra d&#8217;Èco in ferro e vetro opera dell&#8217;architetto <em>Lamberto Cusani</em> che si ispirò ad esempi ottocenteschi francesi ed inglesi di tale tipologia di edificio da giardino.</p>
<p>Di particolare eleganza architettonica, può senza dubbio essere definita il più significativo esempio in Liguria.</p>
<p>(Si ringraziano per le informazioni fornite l&#8217;Arch. Caterina Mandirola e il Sig. Giuseppe Roggero).</p>
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		<title>Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera (XIX secolo)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 15:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maria Brignole Sale, duchessa di Galliera portò al massimo splendore nell&#8217;Ottocento la Villa e il parco di Voltri. Ancora oggi si ammirano le grandi radure, gli ombrosi boschetti, le pregiate collezioni botaniche, le artistiche dependances, e alcune superstiti colture di ulivi, nespoli e fichi.
 
Il nome della Villa &#8220;Duchessa di Galliera&#8221; si riferisce all&#8217;ultima nobile proprietaria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Brignole Sale, duchessa di Galliera portò al massimo splendore nell&#8217;Ottocento la Villa e il parco di Voltri. Ancora oggi si ammirano le grandi radure, gli ombrosi boschetti, le pregiate collezioni botaniche, le artistiche dependances, e alcune superstiti colture di ulivi, nespoli e fichi.</p>
<p> </p>
<p><span style="font-family: Comic Sans MS;">Il nome della Villa &#8220;Duchessa di Galliera&#8221; si riferisce all&#8217;ultima nobile proprietaria, ma per sua volontà testamentaria il nome di questo luogo doveva essere &#8220;Brignole-Sale&#8221; il nome cioè della famiglia che l&#8217;aveva posseduto per tanti secoli. Risale infatti al 1675 l&#8217;acquisto &#8220;di una villa vineativa, arborativa e in parte boschiva chiamata il Paraxo&#8221; pagata Lire 22.150 da Gio Francesco Brignole Sale alle figlie ed eredi di un certo Nicolò Mandillo. Da quel momento la famiglia Brignole Sale fece ampliare e abbellire il palazzo ed il parco.</span></p>
<p> </p>
<p><img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/villp.jpg" alt="" width="298" height="221" align="left" /></p>
<p><span style="font-family: Comic sans ms;">L&#8217;ingresso della Villa non era in via Nicolò da Corte, ma si trovava al termine del &#8220;Viale delle catene&#8221;, così denominato perchè un tempo ai due estremi era sbarrato da due robuste catene che si abbassavano solo per lasciar passare le carrozze della Duchessa e dei suoi ospiti. L&#8217;attuale parte occidentale, prima di essere conglobata nella proprietà dei Galliera, era appartenuta ad una patrizia, Anna Schiaffino Giustiniani che, sul viadotto sovrastante il viale che conduce alla caratteristica costruzione del &#8216;Caffè&#8217;, fece erigere una nicchia con una madonnina bianca a perenne ricordo dei suoi incontri con Camillo Benso Conte di Cavour.</span> <img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/vill2p.jpg" alt="" width="127" height="219" align="right" /> <span style="font-family: Comic sans ms;">L&#8217;ultima parte del XIX secolo vide lo splendore e la fama internazionale di Villa Brignole Sale, soprattutto durante la vita della duchessa Maria che per la Villa ebbe una particolare predilezione e la ingrandì, affidandone le cure, intorno al 1876, a Luigi Rovelli.<br />
Il parco divenne uno splendido esempio di giardino all&#8217;inglese arricchito di &#8216;delizie&#8217; romantiche e classicheggianti secondo le mode allora in voga. In particolare il giardino all&#8217;italiana godeva di cure particolarissime. Addirittura si ha notizia che, in occasione di visite di ospiti particolarmente illustri, la scenografia floreale venisse cambiata nel giro di una notte.<br />
Alla morte della duchessa, avvenuta il 9 dicembre 1888 a Parigi, l&#8217;Opera Pia Brignole Sale risultò essere erede di tutto il complesso.<br />
Villa e palazzo, secondo le disposizioni testamentarie della duchessa, diventarono inalienabili, ma trovandosi l&#8217;Opera Pia in gravi difficoltà economiche, si iniziò una trattativa col Comune di Voltri per la cessione del sito.Fu solo nel 1931 però che la Villa passò in affitto al Comune di Genova che nel frattempo aveva inglobato quello di Voltri.</span> <span style="font-family: Comic sans ms;">Da allora la Villa ha conosciuto periodi di declino a causa degli eccessivi oneri che comportava la manutenzione, ma grazie ai finanziamenti ottenuti in occasione delle manifestazioni colombiane del 1992, sono stati fatti molti interventi fra i quali la ristrutturazione delle dipendenze artistiche (Caffè, Castello e Latteria), il ripristino di alcuni giochi d&#8217;acqua e l&#8217;allestimento di un percorso ginnico.</span><br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/villaaerp.gif" alt="" width="270" height="200" align="left" /> <a name="palazzo"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Comic sans ms;">IL PALAZZO</span></strong></a>       <a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm#top"><span>[Ritorna all'indice di inizio pagina]</span></a><br />
<span style="font-family: Comic sans ms;">L&#8217;edificio sorge ai piedi del colle di Castellara e si presenta in una grandiosa scenografia, costruita sfruttando abilmente i pendii della collina, in stile neoclassico.<br />
La parte centrale è dominata da un grande stemma in marmo dei Brignole Sale, composto dallo scudo gentilizio con due leoni rampanti ai lati. Fra gli ambienti di maggior interesse artistico ricordiamo: la Sala delle Conchiglie e il teatrino neoclassico nel quale operò l&#8217;artista voltrese Giuseppe Canepa.<br />
Sul retro dell&#8217;edificio vi è il giardino d&#8217;inverno dove furono situati un ninfeo a grotta con scultura decorativa e due statue settecentesche raffiguranti Bacco e Davide (ora al Museo di Sant&#8217;Agostino di Genova).</span><br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/villa30.gif" alt="" width="450" height="350" align="right" /><br />
<a name="parco"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Comic sans ms;">IL PARCO: aspetti naturalistici</span></strong></a>      <a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm#top"><span>[Ritorna all'indice di inizio pagina]</span></a><br />
<span style="font-family: Comic sans ms;">Il parco si compone essenzialmente di tre parti: una a giardino, una a bosco e la terza a prato, attraversati da 18 km. circa di viali. La parte a giardino si estende alle pendici della collina del Belvedere che comprende alcune terrazze degradanti, oltre al grande giardino all&#8217;italiana. In questa zona si possono osservare camelie, palme, platani, magnolie, cipressi, tassi ed agavi.<br />
I terrazzamenti invece sono coltivati a roseto.</span> <span style="font-family: Comic sans ms;">Nella parte occidentale della Villa si incontra anche la canfora dalla quale viene estratto il noto prodotto, mentre un po&#8217; dovunque è possibile trovare piante di alloro.<br />
Non ultimi il visitatore potrà osservare magnifici esemplari di ippocastani che possono raggiungere anche i 30 metri di altezza (zona Latteria), e di corbezzolo (zona sottostante il Santuario di N.S. delle Grazie). Oltre alle piante succitate segnaliamo anche il leccio, il castagno, il pino marittimo, il faggio, la rovere.</span> <span style="font-family: Comic sans ms;">Oltre alla consueta fauna collinare ligure, troviamo anche un grande recinto con daini, cervi e caprette maltesi che furono introdotti nel parco nel 1962.</span><br />
<a name="parco1"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Comic sans ms;">IL PARCO: Itinerario storico</span></strong><br />
<span><cite>di Matteo Frulio e Alberto Malaspina</cite></span></a>      <a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm#top"><span>[Ritorna all'indice di inizio pagina]</span></a><br />
<span style="font-family: Comic sans ms;"><em><span style="color: #0000ff;">Il giardino all&#8217;italiana</span></em> è collocato su di un&#8217;ampia terrazza sotto al Palazzo. <img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/giardino1.jpg" alt="Giardino" width="280" height="193" align="left" /> La prima rappresentazione che ne abbiamo è la stampa del Gauthier, di inizio &#8216;800; vi appare una costruzione quadrangolare dalla quale partono quattro braccia simili a serre. Nel maturo periodo neoclassico prende l&#8217;attuale forma. Più tardi si aggiunge la vasca con putto centrale. Il giardino all&#8217;italiana veniva utilizzato come orto botanico per il parco. La maggior parte delle piante del giardino risalgono alla fine dell&#8217;800 o inizio del &#8216;900. Seguendo la filosofia del giardino all&#8217;italiana, la natura viene piegata con un certo rigore a figurazioni in cui ordine e simmetria si sposano con una fantasia compositiva di carattere astratto, geometrico.<br />
Presenti, fra le piante, palme e magnifici esemplari di Camelia Rosa e Magnolia, le rose della varietà Sevillana completano l&#8217;effetto. Il ficus Pumilia garantisce un arredo verde tutto l&#8217;anno: ricopre il muraglione e la scalinata nord. Il giardino all&#8217;italiana era, un tempo, teatro di meravigliosi allestimenti di composizioni floreali che potevano venir cambiati nello spazio di una notte, a seconda del rango e dei gusti dell&#8217;ospite illustre presente.<br />
<em><span style="color: #0000ff;">Il parco</span></em>: l&#8217;attuale conformazione all&#8217;inglese del parco è dovuta alla Duchessa di Galliera Maria Brignole Sale che ne affidò, nel 1876, la progettazione all&#8217;architetto Giuseppe Rovelli. Il nuovo assetto del parco venne inaugurato nel 1880 e da allora il suo impianto generale è rimasto invariato.<br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/latteria.jpg" alt="Latteria" width="280" height="191" align="right" /> Partendo dal Giardino all&#8217;Italiana, percorrendo il viale alla destra del corpo rialzato e proseguendo su un lungo viale alberato si arriva al <em>Piazzale delle Grotte</em>, così chiamato per due grotte, dovute ancora al vecchio progetto di Tagliafichi. Poco oltre, la <em>Valletta del Leone</em> composta da più zone ma coerenti tra loro. Gli elementi posti nella valletta, formata ad anfiteatro come per una rappresentazione teatrale, sembrano proporre le tappe di un viaggio che evoca lo spirito della Divina Commedia di Dante. Così l&#8217;arco posto all&#8217;inizio della Valletta rappresenta l&#8217;entrata al mondo degli inferi; allusione rafforzata, un tempo, dalla presenza di una lonza (scambiata per un leone dai popolani voltresi), &#8220;citazione&#8221; marmorea di quella dantesca. Un&#8217;urna cineraria con dedica a Dante del poeta Gabriello Chiabrera sembra confermare l&#8217;ipotesi che la sistemazione del luogo voglia alludere al viaggio poetico agli inferi.<br />
Unico elemento in contrasto con questa atmosfera è la <em>latteria</em>, immancabile in tutti i parchi dopo la moda lanciata da Maria Antonietta al Trianon e che non cessò di essere seguita anche in epoca romantica. Costruita come una baita svizzera in miniatura, vi si gustava il latte prodotto dalle masserie all&#8217;interno del parco (la latteria non resta un fatto a sé: in una valletta ai margini del parco esiste una casa in stile tirolese).<br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/daini1.jpg" alt="Daini" width="280" height="219" align="left" /><br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/daini2.jpg" alt="Daini" width="150" height="185" align="right" /> Ancora nella Valletta del leone si trova un piccolo tempietto a grotta denominato <em>Grotta dell&#8217;Eremita</em> le cui colonne e piccoli archi gotici appartenevano alla demolita chiesa di S. Francesco in Castelletto.<br />
Olterpassata questa zona si trovano due piccole cascate. Usciti dal bosco di ippocastani si arriva ad una dipendenza che porta il blasone dei Brignole Sale. Si apre qui uno spazio ampio, cintato: accoglie dal 1960 una colonia di daini e di caprette maltesi. Nel recinto si trova una delle più grandi vasche del parco, ora ridotta ad abbeveratoio.<br />
Da qui si può percorrere il <em>Viale degli Olivi</em> che vanta esemplari secolari. Immersa in questo ambiente c&#8217;è la <em>Fortezza</em>. Risale al 1320 circa, anno in cui Anfreone Spinola costruì le mura di Voltri.<br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/belvedere1.jpg" alt="" width="280" height="184" align="right" /> Poco più in la uno scorcio pittoresco: il <em>Belvedere</em>. L&#8217;area apparteneva precedentemente ad un altro parco, quello di palazzo Giustiniani. Con l&#8217;inglobamento nel suo nuovo complesso, la Duchessa di Galliera fece rimodellare la zona, ma conservò una Madonnina posta da Anna Schiaffino, moglie di un Giustiniani, a ricordo dei suoi incontri con Cavour, per amore del quale si suicidò.<br />
Il Belvedere presenta due costruzioni: il <em>castello</em> segue la tipologia della costruzione neogotica inglese, sotto alla costruzione una grande grotta, che può essere percorsa, sviluppa sviluppa giochi d&#8217;acqua con una cascata di 7 metri. Il <em>caffè</em>, è una costruzione di dimensioni ridotte la cui funzione è indicata dal nome stesso. Sta alla base dei salti delle cascate del castello. Scendendo alle terrazze poste alle spalle del palazzo si giunge al <em>Ninfeo</em>. Qui sono le statue di Bacco e di Davide Vincitore dello scultore Guglielmo Della Porta, 1530 circa. Presso il ninfeo si trova una seconda fontana detta del <em>Putto che cavalca una murena</em> di epoca ignota. Poco avanti si trova la statua bifronte del Puget che raffigura da una parte la Madonna, dall&#8217;altra S. Antonio col Bambino. Da qui si ritorna al giardino all&#8217;italiana.<br />
</span><a name="convento"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Comic sans ms;">IL CONVENTO DI N.S. DELLE GRAZIE</span></strong><br />
<span><cite>di Matteo Frulio e Alberto Malaspina</cite></span></a><br />
<a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm#top"><span>[Ritorna all'indice di inizio pagina]</span></a></p>
<p><a name="convento1"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Comic sans ms;">IL CONVENTO DI S. FRANCESCO</span></strong><br />
<span style="font-family: Times New Roman;"><cite>di Matteo Frulio e Alberto Malaspina</cite></span></a><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span><a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm#top"><span style="font-family: Times New Roman;">[Ritorna all'indice di inizio pagina]</span></a><br />
<span style="font-family: Comic sans ms;"><span style="font-family: Times New Roman;"><img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/convento.jpg" alt="" width="140" height="177" align="left" /></span> Il complesso del convento di S. Francesco è posto a ridosso delle mura sud occidentali del giardino della villa ed è collegato al parco tramite un piccolo cancello che divide il viale delle camelie dal piazzale antistante alla chiesa. C&#8217;è anche un passaggio coperto che collega il palazzo ad una tribuna all&#8217;interno della chiesa.<br />
La prima notizia riguardante il complesso risale solo al 1624, contrariamente a quanto può far immaginare l&#8217;aspetto architettonico. La sua costruzione prende l&#8217;avvio da una petizione popolare che chiedeva una chiesa meno faticosa da raggiungere di quanto non fosse ormai quella di S. Nicolò, visto che, nei secoli, Voltri, abbandonata la collina, era andata sempre più sviluppandosisulla fascia costiera.<br />
Ma forse i motivi erano altri.<br />
Dietro alla petizione c&#8217;era il Cardinale Gio Stefano Dongo, un personaggio influente. E, forse, nell&#8217;accanita opposizione alla costruzione della chiesa da parte dei Brignole Sale e dei Giustiniani (anch&#8217;essi confinanti con l&#8217;edificio religioso), si può leggere una tipica questione di prestigio e di <em>precedenze</em> giocata tra famiglie patrizie di diverso rango e peso.<br />
L&#8217;intera struttura venne poi riscattata da Maria Brignole Sale che, come nel convento della N.S. delle Grazie, la restaurò in stile Neogotico. All&#8217;esterno, pregevoli sono le statue che ornano il timpano e, soprattutto notevole è la già citata statua bifronte del Puget, vero tesoro del complesso.<br />
</span></p>
<p>Il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, tra i più antichi della Liguria, deve il suo nome all&#8217;apparizione avvenuta nel 1764 sul colle di San Nicolò durante un attacco delle truppe austropiemontesi. Alcuni studiosi lo fanno risalire al 67 d.C.. Se così fosse sarebbe la più antica pieve del ponente genovese. Ma un&#8217;epigrafe del 1676 ne sposterebbe la datazione al 343 d.C. L&#8217;unica data certa la fornisce un documento: 1205. A quell&#8217;epoca era già luogo di pellegrinaggio e di degenza per gli infermi.<br />
Nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi. Il più radicale è dovuto ai Brignole Sale che lo acquistarono nel 1864 in epoca di svendita dei beni ecclesiastici, sia per salvarlo da demolizioni o speculazioni, sia per annetterlo al parco della villa. Il restauro, che sottrasse la costruzione al degrado, sottolinea il gusto per il &#8220;revival&#8221; medioevale in voga nel periodo romantico. Emblematico il campanile: alzato di 6 metri e fornito di una copertura a cuspide piramidale contornata da altre quattro più piccole.<br />
Di gusto nettamente neoclassico, invece la cappella Gentilizia, che accoglie le spoglie di componenti delle famiglie Brignole Sale, De Ferrari Galliera, Melzi d&#8217;Eril, compreso l&#8217;amatissimo figlio della Duchessa, Andrea, morto a 16 anni.<br />
All&#8217;interno la chiesa mostra uno stile neogotico a strisce bianco-nere e sottolinea il suo carattere di &#8220;chiesa di famiglia&#8221; con molte lapidi ad memoriam, alcune pregevoli opere di scultori come il Villa o il Doumont. Molto ricca al suo interno è la collezione degli ex-voto, nelle quale si trovano tele di pregio anche risalenti al Seicento. Ancora oggi, le tombe dei Brignole Sale e dei Duchi di Galliera, che hanno profondamente inciso nella realtà di Voltri, vengono aperte periodicamente al pubblico.</p>
<h4>Informazioni e suggerimenti presso: <a href="http://www.voltriweb.it/voltri/societa2.htm#biblioteca" target="principale">Biblioteca di Voltri</a> &#8211; Piazza Odicini 10 &#8211; 16158 GENOVA Voltri</h4>
<p><cite>Il testo è stato tratto dal depliant dall&#8217;Associazione Amici della Villa, gruppo sorto in Voltri con la finalità di valorizzare Villa Duchessa di Galliera e di promuoverne la conoscenza e salvaguardia.</cite><br />
<a name="pianta"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Comic sans ms;">PIANTINA TOPOGRAFICA DELLA VILLA DUCHESSA DI GALLIERA</span></strong></a><br />
<a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm#top"><span>[Ritorna all'indice di inizio pagina]</span></a><br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/mappavilla.jpg" alt="Piantina topografica" width="414" height="880" /></p>
<p><a name="cavour"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Comic sans ms;">LA MADONNINA DI CAVOUR RITROVATA<br />
a cura dell&#8217;associazione <em>Amici Villa Duchessa di Galliera</em></span></strong><br />
<span><cite>di Matteo Frulio</cite></span></a><br />
<a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm#top"><span>[Ritorna all'indice di inizio pagina]</span></a></p>
<div><span style="font-family: Comic sans ms;">L&#8217;Associazione Amici della Villa Duchessa di Galliera ha come uno degli obiettivi principali quello di ricostruire le vicende storiche che hanno coinvolto il parco di Voltri. Proprio grazie a queste ricerche si è giunti al ritrovamento della Madonnina &#8220;di Cavour&#8221;.<br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/madocavour.jpg" alt="" width="180" height="250" align="left" /> Durante lo studio per individuare con più accuratezza gli interventi nel bosco dei Giustiniani, acquistato nel 1866 dalla Duchessa di Galliera, ci siamo messi in contatto con un erede della famiglia genovese e, venuti in possesso di alcune foto, abbiamo riconosciuto con sicurezza in una Madonna col bambino, ritrovata nei fondi del parco, proprio la Madonnina &#8220;di Cavour&#8221;. Anna Schiaffino Giustiniani la collocò nel bosco nei pressi dell&#8217;attuale Castello del Belvedere che, prima degli interventi di Maria Brignole Sale, risultava essere una cappella dedicata alla Madonna del Rosario.La Madonna rimase collocata nella sua nicchia sino agli anni &#8216;80 quando ladri tentarono inutilmente di rubarla, rompendola in più parti. Pur recuperata, la statua venne dimenticata.La statua necessita di restauri e di una collocazione adeguata che, non si esclude, possa essere comunque all&#8217;interno del parco. Per questo abbiamo avviato contatti con l&#8217;Assessorato ai Parchi. La nostra associazione ha già segnalato, nel passato, il ritrovamento di alcuni arredi marmorei e, ultimamente, stiamo tentando di trovare tutti i pezzi del &#8220;Leone&#8221;, collocato all&#8217;interno di una grotta nell&#8217;omonima valletta, il cui corpo è comunque già stato individuato, segnalato e posto al sicuro.<br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/foto/pontecavour.jpg" alt="" width="183" height="250" align="right" /> Ma tra le nostre attività non c&#8217;è solo la ricerca storica. Da quasi quattro anni abbiamo in affido l&#8217;area del Caffè e delle Cascate, ripristinate l&#8217;anno scorso proprio grazie al nostro intervento manutentivo assieme ai giardinieri dell&#8217;ASTer. Ultimamente hanno partecipato alle nostre attività anche giovanissimi per i quali, negli utlimi tre anni, abbiamo svolto laboratori di educazione ambientale nelle classi. Laboratori che, evidentemente, hanno dato buoni frutti. Attualmente, oltre le costanti attività manutentive, stiamo lavorando per ricostruire, entro dicembre,le vicende che hanno portato al restauro ottocentesco del Santuario delle Grazie e alla donazione del Presepe da parte della Duchessa. Mentre in primavera proveremo a ripetere il successo dell&#8217;EXPO dei Parchi Storici, avvenuto nel 2007 con la partecipazione di parchi storici del cuneese, della Verbania e del Lago di Garda, oltre a quella dei principali parchi storici genovesi.</span></div>
<p><span style="font-family: Comic sans ms;"> </p>
<p></span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a name="amici"><strong><span style="font-size: xx-small; color: #fe1e1e; font-family: Arial;">Associazione AMICI DELLA VILLA DUCHESSA DI GALLIERA</span></strong></a><br />
<img src="http://www.voltriweb.it/voltri/gif/amicivilla.jpg" alt="" width="300" height="71" /></p>
<div><span style="font-family: Comic sans ms;">L&#8217;associazione nasce dalla volontà di un gruppo di cittadini di contribuire a far ritornare la <a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm">Villa di Voltri</a> ai suoi momenti migliori, quando era conosciuta ed apprezzata per gli splendidi scenari, i magnifici giardini all&#8217;italiana, le piante secolari, le pittoresche cascate e le splendide statue.<br />
L&#8217;Associazione vuole, in concerto con Circoscrizione, Comune, Provincia, Regione e facoltà di Architettura, restituire alla cittadinanza un patrimonio culturale e ambientale unico.<br />
L&#8217;Associazione non ha scopo di lucro ed ha carattere di volontariato. Trae sostentamento dalla quota sociale, da contributi pubblici, da donazioni private e da proventi di attività istituzionali ed accessorie.<br />
Da novembre 2005 la sede è allestita all&#8217;interno del padiglione detto &#8220;<em>Caffé</em>&#8221; o &#8220;<em>Biliardo</em>&#8220;, all&#8217;interno del quale vengono allestite mostre di carattere storico scientifico divulgativo.<br />
Grazie al nostro intervento la <a href="http://www.voltriweb.it/voltri/villa.htm">Villa Duchessa di Galliera</a> è entrata nel ciclo del &#8220;<em>Turismo Scolastico</em>&#8221; assieme a Villa Pallavicini. Un&#8217;opportunità che potrà far conoscere il parco al di fuori del Comune di Genova e della Regione Liguria.<br />
Gli esperti della villa Duchessa saranno lieti di accompagnarvi nel parco e di ospitarvi nella nostra pittoresca sede del Caffé. La nostra associazione punta prima di tutto alla qualità dell&#8217;operato. Un&#8217;ottima consulenza di professori universitari, docenti di vario grado e tecnici qualificati, aiuta costantemente il Direttivo a realizzare manifestazioni di spessore e livello, in linea con il contesto storico e culturale in cui essa opera.<br />
Per informazioni:<br />
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VILLA DUCHESSA DI GALLIERA<br />
via Don G. Verità 11/7 &#8211; 16158 GENOVA VOLTRI<br />
tel. 347 7276837 &#8211; mail: <a href="mailto:amicivillagalliera@libero.it">amicivillagalliera@libero.it</a></span></div>
<p><span style="font-family: Comic sans ms;"><a name="infoamici">Visite al Parco di Villa Duchessa di Galliera</a><br />
Ingresso Libero &#8211; Orari: 8:00-18:00, aperto tutti i giorni<br />
Visite Guidate a cura dell&#8217;Associazione Amici della Villa Duchessa di Galliera: Si effettuano visite guidate a gruppi di almeno 10 persone salvo accordi con il responsabile (contattare i recapiti) SU PRENOTAZIONE. L&#8217;offerta per la visita guidata è libera</p>
<p>Formula &#8220;Amici della Villa Per le Scuole&#8221; &#8211; Euro 1,00 a bambino/ragazzo</p>
<p>Formula &#8220;Giornata in Villa&#8221; &#8211; SOLO SU PRENOTAZIONE ANTICIPATA &#8211; Comprendente: Giardino all&#8217;Italiana, Valletta del Leone, Recinto dei Daini, Visita al Santuario delle Grazie, Cripta dei Duchi di Galliera, Pranzo presso l&#8217;Osteria del Santo Ritorno: Recinto dei Daini, Mura medievali, Castello, Grotte, Terrazze<br />
Il ricavato delle viste guidate (escluso il prezzo del pranzo in Osteria)verrà incassato dall&#8217;associazione per la creazione del &#8220;Museo del Parco&#8221; e per il conseguente restauro degli arredi marmorei.</p>
<p></span></p>
<p> </p>
<p>www.turismoinliguria.it</p>
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		<title>Mare di giardini presentazione</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 14:11:15 +0000</pubDate>
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Un mare di giardini è il progetto con il quale l&#8217;Assessorato al Turismo della Regione, in collaborazione con l&#8217;Agenzia regionale per la promozione turistica &#8220;In Liguria&#8221;, intende promuovere giardini storici e moderni, di proprietà pubblica e privata: da levante a ponente, giardini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un circuito regionale di giardini visitabili in Liguria.</p>
<p><a href="http://www.florartearenzano.com/wp-content/uploads/2009/03/brochure_ville_agtl.pdf">Per scaricare la brochure_delle ville della Liguria</a></p>
<p><strong><em>Un mare di giardini è il progetto con il quale l&#8217;Assessorato al Turismo della Regione, in collaborazione con l&#8217;Agenzia regionale per la promozione turistica &#8220;In Liguria&#8221;</em></strong>, intende promuovere giardini storici e moderni, di proprietà pubblica e privata: da levante a ponente, giardini spesso poco accessibili e poco noti diventano poli di eccellenza in quanto parte di un patrimonio di alto profilo storico e botanico, che necessita di un&#8217;adeguata valorizzazione per un&#8217;offerta turistica che sappia produrre alternative di richiamo.</p>
<p>Negli ultimi anni sono sempre di più gli italiani che hanno scelto le destinazioni del turismo verde, e crescono sensibilmente anche le presenze dei turisti stranieri, statunitensi e russi in particolare, a riscontro di un interesse tangibile per la vacanza naturale.</p>
<p>Proprio per andare incontro a questa richiesta, la Regione ha individuato l&#8217;esigenza di differenziare l&#8217;offerta turistica sul territorio, con un&#8217;attenzione particolare al binomio ambiente e natura, alle discipline dell&#8217;outdoor e ai circuiti tematici, entro i quali rientra appunto <em>Un mare di giardini.</em></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"><em>L&#8217;iniziativa punta su un turismo esperienziale alla ricerca di proposte turistiche uniche e irripetibili, legato alle emozioni che un territorio sa regalare in termini di tipicità storiche, culturali, ambientali e gastronomiche.</em></span></strong></p>
<p>Il progetto si rivolge a un turista che sia amante della natura ma non necessariamente esperto di botanica, che apprezza il bello artistico o paesaggistico e concepisce il giardino come un&#8217;occasione di svago per sÈ e la famiglia, vista anche l&#8217;accessibilità economica delle strutture costituenti il circuito (<em>il costo medio di ingresso è di 7 euro a persona e molti sono gratuiti</em>).</p>
<p>Il periodo di visita consigliato va dalla primavera all&#8217;autunno inoltrato.</p>
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