FlorArte 2014 dedica l’Omaggio al Maestro a Nevio Zanardi.

Un grande artista genovese,   musicista e musicologo,  interpreta  nove  brani musicali, Grieg, Chajkovskij, Paganini, Strauss, Verdi,   non con il suo violoncello o con la bacchetta ma con   nove quadri, ad ognuno dei quali i fioristi di FlorArte dedicano la loro composizione floreale.  Da anni ormai  Nevio Zanardi continua il suo percorso artistico in cui la pittura diventa un equivalente visivo dell’emozione che scaturisce dalla musica

Quest’anno sarà ancora più emozionante sottolineare questo incontro con i fiori.

Violoncellista e direttore d’orchestra, docente di violoncello presso il Conservatorio di Trieste e di Piacenza e al Niccolò Paganini di Genova, fondatore e direttore artistico dell’Associazione “I Cameristi” e direttore dell’ omonima orchestra, direttore dell’orchestra giovanile del Conservatorio e dei “Giovani Solisti”, Nevio Zanardi persegue dalla metà degli anni 80 un parallelo percorso di ricerca visiva e pittorica, dapprima sotto la guida di Giuseppe Cardillo e di Angelo Olivieri, poi frequentando i corsi dell’Accademia Ligustica di Belle Arti dove ha tra i suoi maestri Edoardo Alfieri, Nicola Ottria, Luigi Sirotti e Carla Mazzarello. A partire dal 1991 Zanardi affianca ad una pittura di paesaggio, quasi di segno romantico, una pittura astratta, tutta giocata sul colore e la luce e su un segno minimale che sembra voler imprimere un ritmo musicale anche allo spazio virtuale della tela.

 

 

 

Le immagini dell’edizione 2014 su Flickr

ZANARDI E FLORARTE

Giugno 2000 – partecipa a Colori in festa

Gennaio 2001 – Relatore alla cena di Nastrè con il tema “Interpretazioni musicali” con audizioni di dischi ed esecuzioni di brani al violoncello. Nell’occasione espone alcuni quadri.

2001 – Partecipa a FlorArte con la tela “Fiori musicali”, 1999.

Gennaio 2004 – Cena di Nastrè. Tema “Musica: impegno e divertimento”.

2006 – Partecipa a FlorArte con la tela: “Capriccio n.11”, 2005

2008 – partecipa a FlorArte con la tela “Da Il Trovatore di G.Verdi – Stride la vampa”

Giugno 2008 – Cena di Nastrè. Tema “Sette note per mille suoni”

2009 – Partecipa a FlorArte con la tela “Danza delle fanciulle con i gigli (dalle suites tratte dal balletto di S.Prokofiev)”, 2003

 

La recensione del  critico d’arte

Il mondo dell’arte genovese piange la scomparsa di una figura importante, un punto di riferimento: Germano Beringheli è mancato improvvisamente il 4 aprile.  Docente all’Accademia Ligustica di Belle Arti, membro dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte promotore, estensore del Dizionario degli Artisti Liguri edito da De Ferrari, collaboratore di testate specializzate, aveva collaborato per anni a FlorArte, invitato da Nalda Mura e Giorgio Sguerso a presentare gli artisti. Pubblichiamo, in accordo con lui che già pensava di partecipare all’inaugurazione, due  testi  inediti   sull’opera di Nevio  Zanardi in occasione di altre mostre.

Come sanno quanti considerano l’espressività musicale la linea concettuale che serba in sé l’essenza dei dispositivi emotivi e sensibili percepibili con l’ascolto, il Maestro Nevio Zanardi, musicista celebre, è pure pittore, ovvero altrettanto capace di mostrare visivamente lo splendido clamore delle associazioni strumentali.

Cosicchè quanto egli dipinge – adoperando un linguaggio formale di estrazione gestuale e simile all’espressionismo astratto – ha la capacità di trasformare, per analogici passaggi e per quelle medesime Correspondances con cui Baudelaire influenzò la pittura dei Simbolisti, la musica in pittura.

(…) Le fantasie cromatiche di Zanardi traducono appieno i significati del pensiero melodioso dei musicisti e colpiscono gli osservatori sul piano dell’emotività, del pensiero intuitivo e dell’immaginario che, oltre che a stupire per la straordinaria tecnica impiegata, deflagra e ci fa avvertire, in maniera visionaria e intellettualmente, ciò che l’essenzialità del linguaggio musicale manifesta con le sue arditezze sonore piene di vita.

Germano Beringheli
In occasione della mostra “Don Chisciotte  – Variazioni fantastiche”, 2010

 

 

 

Forse il concetto puro e rigoroso dell’arte in generale andrebbe desunto solo dalla musica, mentre la pittura implica necessariamente un elemento materiale che trascende il circolo magico dell’arte.

La citazione, se bene la rammento, è tratta da alcune notazioni redatte, attorno ai secondi anni ’40, da Adorno per Minima Moralia e il suo significato lo ho ricordato guardando i dipinti di Nevio Zanardi, musicista e musicologo finissimo (…).

Pittura verso musica e viceversa, colori e note auto referenziali, non a caso fra loro in relazione ermeneutica a inediti ambiti di realtà espressiva, come del resto, aveva pensato, nel millesettecento, Etienne Bonnot de Condillac considerando paritetici i cinque sensi.

Relazione, per altro, già documentata da Kandinskij e Schonberg  (…).

I critici (…) colgono nei quadri di Zanardi il punto fermo della creatività espressiva, la astrattezza informale del suono, ordinato nel tempo e nello spazio, e poi stemperata cromaticamente e gestualmente nei colori, nei rossi o nei gialli, nei bianchi e nei neri, di matrice espressionista deposti sulla tela e lavorati siccome la tensione vitale propria di alcuni artisti contemporanei della Scuola del Pacifico.

Guardando i dipinti nella loro testualità e pensando alle “dissonanze” come alle “assonanze” fra ascolto e visibilità perseguite dopo le acquisizioni delle Avanguardie Storiche domando a me stesso se si possa davvero musicare la luce di un colore o dipingere la sospensione di un respiro.

La pausa che non è musica e che esercita una propria espressività appartiene o no allo spartito musicale?

L’intervallo, la linea tra una campitura e l’altra della superficie colorata ci conducono o no, oltre il transeunte e il causale e, per via dei processi simbolici, al centro di un significato di un dipinto?

La durata di Bergson, il problema centrale di tutto il pensiero del filosofo francese ha un senso?

Rispondo indirettamente osservando che il tempo concretamente vissuto dalla coscienza di Zanardi quando suona o dipinge è tempo di significati percepiti e che, si occupi di Richard Strauss o di Verdi, di Schonberg o di Kandinskij, Zanardi perviene al vero significato dell’arte, che è poi quello di aggiungere sapere nuovo al saputo, rendendosi conto, attraverso le vie dell’emozione e della sensazione coltivate dalla cultura, della consapevolezza responsabile dell’esserci.

 

Germano Beringheli

In occasione della mostra “Unità d’Italia, Giuseppe Verdi nei colori di Nevio Zanardi”, 2011

 

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La recensione del critico musicale

I “moti dell’anima” attraggono anche Zanardi nella sua duplice attività di musicista e di pittore. L’artista vero tende a trascendere, ad andare al di là della fisicità del suono e del colore, per cercare qualcosa di più profondo, di più nascosto.
In questa ricerca, probabilmente si sviluppa l’itinerario pittorico di Zanardi che dalle prime icone e dai paesaggi sfumati  (…) è approdato all’astrattismo e a una sorta di “pittura-musicale” .*

Quando Zanardi ha affrontato sulle sue tele Musorgskij o Ravel o Mahler o Prokof’ev o Frescobaldi non ha in realtà inteso “descrivere” ma evocare, rispondere a una propria intima esigenza di fissare con i colori  le proprie sensazioni. Non siamo nel campo del “poema sinfonico”, caso mai possiamo rimandare a Schumann che riportava sulla tastiera le suggestioni (assolutamente intime e private) delle sue letture poetiche.  (…)

Zanardi, musicista e pittore, è un cultore del Bello, del particolare ricercato con gusto. Il suono pieno e caldo, corposo e vibrante. E il colore impresso sulla tela con intelligenza, con passione, con il trasporto che lascia il “segno dell’anima”.

Roberto Iovino
In occasione della mostra “I Capricci, una sfida, quasi un esorcismo”, 2005

* Ho già usato questo termine in una precedente presentazione  di un’altra mostra di Zanardi e, non avendo ricevuto critiche per l’adozione certamente impropria, mi permetto di riutilizzarlo. “Pittura musicale” può in effetti ingenerare equivoci, rimandando al termine di “madrigalismo” con il quale si intende la descrizione della parola attraverso la musica (es. scala ascendente per la parola salire). (N.d.A.)

 

 

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