FlorArte si aprirà ufficialmente Giovedì 22 aprile alle 17.30 con l’inaugurazione dell’evento attorno al quale ruota tutta la manifestazione, l’esposizione nella serra monumentale di una mostra dove i fioristi creano splendide composizioni floreali ispirandosi ciascuno all’opera di un artista.

L’allestimento  artistico, la scelta delle opere  come il catalogo  della mostra  sono a cura di Nalda Mura, giornalista e critico d’arte, presidente del Circolo Culturale Amici di Nastrè, grazie alla collaborazione della Galleria Il Vicolo di Piera Gaudenzi e , quest’anno, all’amicizia di Giuliano e Marina Ravera, figli dell’artista Cecilia Ravera Oneto, a cui sarà dedicato l’Omaggio al Maestro.

La mostra è ogni anno  infatti dedicata alla personale di un Maestro dell’Arte: negli anni passati l’Omaggio è stato dedicato a Edoardo Alfieri, Lorenzo Garaventa, Rainer Kriester,  Paolo Stamaty Rodocanachi, Roberto Bertagnin, Adriano Leverone, Raimondo Sirotti, Attilio Mangini, Emanuele Luzzati.

Cecilia Ravera Oneto

C’è una fotografia di Cecilia Ravera Oneto, pubblicata da “Cornigliano notizie” dell’agosto 1963, che la ritrae mentre dipinge l’acciaieria dell’ Italsider dall’alto del gasometro. La foto è bruttina, scattata in condizioni non ottimali, riprodotta malamente, ma si tratta di un documento per molti versi eccezionale. La pittrice si volge verso l’obiettivo, la sua espressione è incerta, sicuramente intimorita dall’altezza vertiginosa in cui si trova a operare. Con la sinistra regge la tavolozza, in testa ha un largo cappello di paglia, che la difende dal sole estivo, un grembiule la protegge dagli schizzi del colore e , se non fosse per la pesante ringhiera d’acciaio e per la didascalia che ne indica l’ubicazione, potrebbe rappresentare l’artista mentre dipinge en plein air  in un ridente paesaggio, fra gli ulivi o lungo le scogliere, fra glicini e ginestre , ambienti e fiori  amatissimi dalla pittrice. Di fronte a lei è l’esile cavalletto da campagna che, a ben guardare, è legato alla ringhiera. Esiste anche una sua testimonianza  scritta di questo momento: “Mentre, arrampicata su uno di questi che io chiamo ponti e che “loro” chiamano con nomi tecnici ed astrusi o , col cavalletto legato alla ringhiera per resistere al vento, guardo dai novanta metri di altezza del gasometro i miei soggetti, converso con me stessa. Disegno rabbiosamente strutture, pinnacoli, tubi che rompono il cielo, dipingo, mentre ne respiro l’aspro e velenoso aroma, gas e fumi dai colori più strambi e penso e polemizzo.

Che  cerchi tu qui per ore ed ore, mentre gente tranquilla nel tepore degli studi, con il semplice, sublime, sicuro gesto traccia una riga, pochi punti e crea un’opera veramente nuova, che rimarrà nei millenni a testimonianza del nostro tempo?

(dal libro “Cecilia Ravera Oneto – Una pittrice tra Glicini e Ciminiere” di F. Ragazzi, 2008, Silvana Editoriale)

da www.raveraoneto.it

Post recenti
Contattaci

Non siamo disponibili al momento, lasciateci un messaggio e vi risponderemo al più presto, grazie.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt