Villa Mina

I primi proprietari del palazzo situato in via delle Logge, loc. Rota presso la parrocchiale, furono gli Scassi, che qui figurano in un documento del 1605.
Nel 1832 i Graffigna, originari di Borzonasca, acquistano il Palazzo Scasso.
Nel 1840 Maria Rosa Graffigna andò in sposa a Pietro Mina ed ebbero due figli: Giuseppe, ingegnere e futuro sindaco di Arenzano, e Domenico, medico.

Nel 1844 fu ospite della Villa Don Giovanni Bosco.
Nel 1963 fu istituita con testamento segreto la Fondazione “Lascito Mina Graffigna” fondata dal
Dott. Domenico Vincenzo Mina.
La Villa è costituita da un edificio ed un parco.
La costruzione della villa attuale risale all’anno 1928, successivi interventi hanno inciso sull’aspetto dell’edificio che da un impianto principale si è gradatamente sviluppato come casa a schiera, rappresentando un esempio di Arte floreale (Art noveau).
Assume importanza il Parco giardino di inizio 1900, piena epoca borghese, costruito sullo stile del vicino giardino di Palazzo Pallavicino, con un belvedere, alla cui base sorgeva un ninfeo con grottesche, andato successivamente distrutto, di cui attualmente è possibile reperire solo qualche stalactite. Il Parco riveste particolare interesse per la presenza di numerosi alberi monumentali secolari (lecci e cipressi), con viali di passeggio delimitati da cunette realizzate in “risseu”.

Nel 2014 sono stati effettuati interventi di riqualificazione del parco e degli alloggi residenziali e di aggregazione sociale con fondi regionali.
La villa è sede di associazioni locali.

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