I fiori spesso hanno avuto un ruolo rilevante nella rappresentazione artistica, da quelli stilizzati nelle incisioni rupestri, alle nature morte fiamminghe, fino a papaveri e ninfee di Monet e girasoli di Van Gogh. Anche a livelli ben più modesti, il semplice vaso di fiori rientra a buon diritto fra i soggetti che ogni diligente alunno ha riportato, almeno una volta, su un immacolato foglio d’album, magari per sondare nuove abilità stimolate dall’irresistibile confezione di colori appena ricevuta in regalo.

Con Florarte, invece, sono i fiori – o meglio chi li compone elegantemente – ad ispirarsi alle opere. Non un omaggio dell’arte alla natura, quindi, ma una inconsueta inversione di spunti creativi il cui medium è comunque l’uomo. Ed è sempre l’uomo che, con la propria sensibilità e consapevolezza, riesce a sintetizzare – in un coinvolgente mosaico di approcci – la forte e preziosa identità di un territorio, un’anima resa tangibile grazie a un encomiabile apporto associazionistico che ha immaginato la manifestazione e l’ha fatta crescere nel tempo, realizzando così una intelligente occasione per rendere protagoniste non solo arte e natura ma anche floricoltura, architettura, tradizione.

Tanti temi, altrettante buone ragioni per avvicinarsi a Florarte, tra cui anche la bellezza del contesto in cui la celebre mostra è inserita: Arenzano, infatti, rappresenta una delle perle turistiche in Liguria, regione ricca di sole e di energia che negli ultimi anni è tornata ad essere una delle regine del turismo non solo italiano ma anche internazionale.

 

Giovanni Berrino Assessore al Turismo

Ilaria Cavo Assessore alla Cultura

della Regione Liguria

 

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