sabato 30 aprile 2011 – alle ore 15 nella Piazzetta dei Pavoni

 

L’ autore GianPaolo Ivaldi presenta il suo libro,  con Silvio Parodi, e con le letture di Franca Fioravanti.

Un romanzo scorrevole e assai godibile, un’opera prima che, con  molta semplicità e immediatezza, introduce il Lettore nel magico territorio della simbologia e della filosofia iniziatica,  cogliendone i significati più elevati, quali il desiderio di continuo miglioramento dell’Individuo e, di conseguenza, dell’Umanità.
Il lavoro è diviso in due parti che si intersecano. La prima, si svolge ai giorni nostri e vede Ludovica e Carlo, esploratori e quindi attori, più o meno consapevoli, di un’alchimia nascosta nei simboli del magnifico giardino  di Villa Durazzo Pallavicini di Pegli, ideato dai Carbonari e  Massoni rivoluzionari del Risorgimento,  che rappresenta un viaggio allegorico verso la Luce della Conoscenza.
La seconda, narra la vicenda di Ludovico Crosa, medico genovese e massone risorgimentale, che scrutando il mistero della vita, attraverso le sue esperienze lavorative, amorose, massonico speculative e di guerra (Risorgimento e Sacco di Genova del 1849), svolge un percorso di crescita interiore che si sviluppa nello stesso ritmo di commedia classica in cui è suddiviso il Parco.

 

INCONTRO

 

Il pomeriggio era radioso, i fiori di plumbaco macchiavano di lilla le siepi, gli oleandri s’inchinavano al risucchio dell’aria determinato dal movimento della carrozza.

Intorno si spargeva il profumo sensuale della giovane estate.

«Se solo avessi conosciuto il vostro desiderio di rivedermi.. ». Dissi, rompendo quel silenzio che durava da troppo. Poi proseguii: «Madame, anch’io ho pensato spesso al nostro incontro. Ma dopo il duello e la morte del Conte non ho avuto scelta. Ho avuto l’impressione, nel lasciare la Francia, di dover dare un taglio netto con tutto ciò che mi legava a quel paese. E per quel che riguarda voi, mi consideraste così poco quella sera che non osai davvero sperare tanto».

«Eppure ero là sul molo a vedervi partire». Disse la Contessa.

Ricordai l’immagine di una carrozza e di un’ombra bruna, quel che allora mi era parso il capriccio della mia fantasia.

«E poi cosa accadde?». Chiesi.

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