Un nuovo fiore fa bella mostra di sé nel  Parco di Villa Negrotto Cambiaso: è  la Camellia Sasanqua cultivar “Eleonora Genoni”, messa a dimora da Tiziano Genoni al termine del suo intervento di manutenzione sulle camelie antiche del giardino di Arenzano :  questa varietà  è una sua creazione nel campo botanico, da lui selezionata e riconosciuta dalla Società Italiana della Camelia, così denominata in ricordo della figlia Eleonora.  La sua fioritura inizia i primi giorni di Ottobre e prosegue fino ed oltre i giorni natalizi.

Oltre al dono e alla  piantumazione di questa nuova pianta, Tiziano Genoni, membro della Società Italiana della Camelia,  ha effettuato un importante intervento di salvaguardia delle piante storiche di camellia  del Parco Negrotto Cambiaso in collaborazione con il Comune e Ar.A.L. Arenzano Ambiente Lavoro.

Già da tempo si era infatti  notata la necessità di intervenire in quanto le camelie erano in uno stato di degrado e proprio in occasione della Mostra della Camelia 2013 gli esperti che erano intervenuti avevano sottolineato  l’importanza di questa collezione botanica presente ad Arenzano.

Le camelie nel Parco hanno tra loro diverse età, in quanto sono state piantumate in periodi storici differenti . Certamente le cultivar più antiche sono quelle piantumate in prossimità dei muri della Villa comunale (facciata sud), presumibilmente sono piante centenarie mentre le altre cultivar piantate all’interno del parco sono esemplari  datati tra  30/50 anni . Le cultivar più antiche sono un grande patrimonio botanico che deve essere valorizzato e tutelato: i fiori non sono comuni, avendo particolarità di forma, grandezza e colori tipici delle camelie antiche italiane di fine ottocento.

L’intervento di Tiziano Genoni non si può tuttavia dire risolutivo  e  per la preservazione e lo sviluppo delle Camelie antiche, ArAL  proseguirà con interventi di manutenzione programmata, mirata a potature di ringiovanimento, e ad opportune concimazioni, al fine di rinverdire e rinfoltire la chioma di questi importanti esemplari.

Un altro ragguardevole e ultimo ma non d’importanza obiettivo,  sarebbe quello  di riuscire a nomenclarle riscoprendo i loro nomi originali, dati all’epoca della piantumazione. Si potrebbe anche pensare, per gli esemplari antichi e di interesse botanico, di poterle riprodurre tramite taleaggio per non rischiare di perdere le varietà di questi antichi esemplari. A tale scopo la Società Italiana della Camelia è sempre disponibile su tutto il territorio nazionale,  tramite i loro soci referenti, ad aiutare tramite studi sul luogo ad un tentativo di  riconoscimento delle varietà.

Il prossimo appuntamento con le Camelie del Parco è nel marzo 2015, quando verrà organizzata la Mostra della Camelia, che tanto successo aveva riscosso nel 2013.

 

Curriculum professionale genoni

Tiziano Genoni – Camellie del Verbano

 

Intervento sulle piante del Parco di Arenzano

La manutenzione prioritaria eseguita è la potatura, in primis quella di liberare la chioma delle piante di tutti i rami secchi,  oltre ai rami sono stati eliminati  anche tronchi interi, di grandi diametri, ormai morti. Questa potatura oltre che ripulire, arieggiare la pianta ed eliminare eventuali sviluppi di funghi dannosi , ha consentito di vedere bene la struttura vegetativa rimasta dei soli rami vivi, quindi il loro portamento strutturale, privo dal seccume. Una volta eseguita la potatura del secco è stata praticata la potatura di “ritorno” o meglio di rinnovamento, cercando di alleggerire le piante da rami improduttivi, vecchi e privi di vigoria, privilegiando i rami nuovi che danno ripresa e stimolo alla struttura delle piante, rinvigorendole.  Dove possibile sono state ricompattate, in quanto non essendo mai state potate, le piante presentavano  un portamento filante verso l’alto con conseguente perdita di rami e foglie nella parte inferiore delle stesse: in tal modo si invitano le piante a germogliare nella parte inferiore. Questo tipo di intervento,  visto la precaria situazione attuale, visivamente ad oggi non ha sortito un risultato completo, in quanto questo tipo di potatura serve che  sia riprodotta  attentamente almeno una o due volte l’anno, per ristabilire alle piante  effetti di miglioramento e di impostazione durevoli nel tempo.

E’ stata eseguita una eliminazione parziale delle piante infestanti, sono state recise al colletto piante di Robinia, Alloro e Rovi nate accanto al colletto di piante di camelie: chiaramente nella primavera prossima queste infestanti torneranno a crescere e bisognerà dove possibile estirparle definitivamente o quanto meno ritagliarle (essendo molto vicine alle camelie) fino a quando si riuscirà ad eliminarle. Nella parte Est del Parco è stato eseguito anche un intervento di potatura, per dare luminosità alle camelie in quanto grandi piante di Oleandri le invadevano ed oscuravano pregiudicando il loro sviluppo. Certamente in questi pochi giorni non è stato possibile effettuare l’intervento di potatura delle camelie nella chioma superiore, ancora da effettuare.

L’esperto ha consigliato quindi di effettuare anche un concimazione, visto anche che il terreno è arido e privo di sostanze nutritive.  Riportiamo le sue osservazioni in merito che sono adatte in genere per le Camelie in piena terra. Ha consigliato  un concime organico minerale per piante acidofile con la  composizione ideale di 12-5-10:  è un concime specifico per tutte le piante acidofile, ottimo per le Camelie, la sua particolare composizione con PH acido favorisce lo sviluppo della pianta, permettendo una crescita regolare e costante, soprattutto in primavera. Grazie alla sua composizione bilanciata e ai microelementi aggiunti si ottengono piante con fioriture di colori vivaci e fogliame verde brillante.
Azoto totale (N) 12% di cui: Azoto Organico 6% – Azoto Ammoniacale 4% – Azoto Nitrico 2% ; Anidride Fosforica (P2O5) 5%
Ossido di Potassio (K2O) 10% di cui: Boro 0,05% – Ferro 0,5% – Manganese 0,1% – Zinco 0,01% – Rame 0,05%;
Carbonio Organico (C) 25%
Formulazione: Granolumetria 2/3 mm
Modalità di impiego per piante in piena terra: distribuire uniformemente il concime sulla superficie di ogni pianta (per una area di circa da 50 cm ad 1 mt, di diametro) circostante il colletto di ogni pianta. Quantità di concime da utilizzare è di circa 100/120 gr. per pianta. Subito dopo la concimazione, si arieggia il  terreno interessato, muovendolo superficialmente con un rastrello.
Per agevolare l’interramento del concime somministrato, successivamente irrigare abbondantemente, meglio se si trova una giornata piovosa dove lentamente il concime si scioglie nel terreno. La concimazione è preferibile effettuarla almeno due volte l’anno, la prima preferibilmente prima o durante la fioritura primaverile e la seconda tra metà settembre e la metà di ottobre.

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