Da Alda Merini a Arenzano

In un castello di favole

una voce errabonda

mi ricordava qualcuno

che ormai non ci sarà più.

Col sogno di primavera

un vestito di gala, un principe scarlatto

che portava il mio nome.

E intorno a questo enigma

danzavano i pavoni

che irradiavano il vanto

della grande poesia.

Alberi illustri enormi,

vestiti di montagne,

su cui cadeva il gaudio

degli Angeli di Dio.

E poi più nulla:

il tempo era così lontano

che mi pareva assurdo

rivivere un castello.

Ma tornando nel vecchio

malsano rione

ho pensato che il mare

non è così lontano.

 

 

Lucia Morpurgo e Paolo Stamaty Rodocanachi

Lucia era traduttrice e scrittrice, esperta di restauro e botanica, Paolo noto artista, amico di poeti quali Montale e Sbarbaro; Lucia e Paolo si trasferiscono da Genova ad Arenzano, luogo tranquillo, ideale per dedicarsi all’arte, nella villa costruita da Paolo sul terreno della contessa De Singe,  la “casa rosa” dalle ampie stanze, disegnata da Paolo nei minimi particolari. Negli anni Trenta la villa è luogo di incontro di artisti: due volte l’anno Lucia organizza grandi raduni e prepara la torta pasqualina.

Dal 1935 Lucia registra le visite su un curioso diario, un libretto rilegato in pergamena: il  “Libretto delle visite”. In suo onore è stato istituito il Concorso di Poesia  “Città di Arenzano” Lucia Morpurgo Rodocanachi.

Giorgio Caproni, poeta e maestro

Ad Arenzano insegno negli anni Trenta, alla scuola elementare di terralba: i suoi allievi lo ricordano ancora come maestro di vita, educatore dell’anima e della mente. A lui è stata recentemente dedicata una strada, vicino al Muvita.

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