Nonostante il caldo torrido di ieri, nella serra del parco di Arenzano si danzava..

Il fotografo Raoul Iacometti ha infatti scelto  Arenzano  per il suo  progetto Green Attitude e parteciperà ad Arenzano in Danza creando un video e una serie di scatti nella splendida location della serra déco del Parco Negrotto Cambiaso e nelle serre di orchidee di Andrea Fazio di Arenzano. Il video verrà presentato durante le serate di Arenzano in Danza dall’1 al 6 luglio 2013, mentre per il 2014 è prevista una mostra degli scatti selezionati da Patrizia Campassi ambientata nella serra. Le ballerine ritratte in questo progetto che unisce armonicamente arte, danza e natura sono alcune delle vincitrici delle scorse edizioni di Arenzano in Danza. Le giovani promesse della danza sono Carola Roccatagliata (vincitrice 2009 cat. contemporanea), Cristina Pavone (vincitrice cat. classica 2012), Alessia Gobbi (vincitrice cat. classica 2006).
Il video verrà trasmesso in occasione del Premio nella serata di galà di Arenzano in Danza, sabato 6 luglio, ad Arenzano, mentre i migliori scatti, selezionati da Patrizia Campassi, saranno oggetto di una mostra nel 2014.
www.green.attitude.it
www.arenzanoindanza.it

Per info sulla serra e sul Parco Negrotto Cambiaso : www.florartearenzano.it
Vivaio di orchidee di Andrea Fazio www.verdegioia.it

Green Attitude nacque nella mia mente circa cinque anni fa mentre camminavo tra i corridoi di una serra poco fuori Milano. Passai un’intera giornata immerso nel verde, nel caldo artificiale di tende di plastica spessa e opaca e pareti di vetri appannati. Ero alla ricerca di qualche scatto adatto a completare un lavoro dal titolo “Di serra”. Scattai molte fotografie, la maggior parte delle quali erano inquadrature di dettagli e close-up: mi avvicinai molto a piante e fiori seguendone le forme armoniose e dolci, simili a corpi che posavano senza mai stancarsi, immobili in quell’unica posizione, in perfetta simbiosi con l’ambiente circostante. Poi spostai l’attenzione sulle strutture in ferro, sui corridoi di bancali e sulle pareti trasparenti, ma che al momento non sembravano avere alcun collegamento con il mondo floreale, se non quello di protezione. Fu in quel preciso momento che l’idea di accostare fiori, piante e strutture alla danza arrivò in maniera naturale.
Al termine di quel lavoro, tuttavia, abbandonai fotografie e idee in attesa del momento giusto per realizzarle. Circa un anno fa lavorando su un reportage dedicato ai corsi di danza classica e moderna a livello amatoriale finalmente “Green Attitude” prese forma e struttura. In questo progetto la danza si fonde in maniera naturale con le piante e i fiori, all’interno e all’esterno di location che cambiano ogni volta: sono serre e vivai, polmoni artificiali sparsi ovunque, oasi di un verde perenne che non conoscono stagioni.
Accanto a me sono parte attiva di “Green Attitude” Elisabetta Cardani, floreal artist conosciuta in Italia e all’estero, che si occupa della parte “verde” del lavoro e Roberto Mutti, noto critico fotografico e giornalista de La Repubblica, è autore dei testi e curatore della mostra fotografica e del relativo catalogo.
Le ballerine si alterneranno sui vari set, per dare forma e armonia al progetto. Le location che ci ospitano nei loro spazi sono di varie tipologie: si va dalle classiche serre che ospitano fiori e piante di diverse specie a quelle a specifico indirizzo tematico (che per esempio ospitano solo orchidee oppure ortensie, ecc.), fino a quelle più moderne caratterizzate da tecnologia fotovoltaica.

Raoul Iacometti


Nei gesti e nelle posture controllate di una ballerina siamo abituati a leggere l’armonia del corpo e la straordinaria capacità di trasfigurare lo sforzo fisico fino a farlo diventare bellezza. Ammirati da tutto ciò, ci concentriamo sulle tensioni del corpo senza immaginare che i suoi movimenti possano inscriversi in un più ampio quadro di riferimento come facessero parte di un ordine cui tutta la natura è partecipe.
Raoul Iacometti ha avuto la bellissima intuizione che tutto ciò è possibile iniziando così un lavoro che è andato a scoprire la sintonia che lega i gesti umani della danza alla realtà che fiori e piante ci suggeriscono. La struttura a dittici permette di riconoscere con facilità analogie davvero sorprendenti: per un verso sembra che siano le foglie lanceolate a suggerire alla ballerina la postura delle sue gambe, per l’altro si può immaginare che la natura umana e quella vegetale vivano di un’identica partecipazione e vibrino nella identica sintonia. O forse è il fotografo ad aver agito da attento regista di questo inedito spettacolo.

Roberto Mutti

 

 


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