Il percorso dell’arte

Il Percorso dell’Arte si affianca, ormai da 12 anni, alla mostra “FlorArte” nella Serra Monumentale e viene realizzato dall’associazione culturale Kunst & Arte di Arenzano, impegnata in campo internazionale, e fondata nel 2009 da Hilke Kracke, prematuramente scomparsa nel 2017.

L’associazione culturale Kunst & Arte sin dall’inizio è impegnata nella creazione di una rete di contatti e scambi nell’ambito delle arti figurative e del teatro sia a livello regionale che nazionale ed internazionale, collaborando con l’associazione Focus-europa.   Questo si è concretizzato in una serie di manifestazioni che nel corso degli anni si sono svolte sul nostro territorio e in quello di altri paesi europei tra cui Germania, Francia, Spagna, Lituania ed altri, confermando che il linguaggio dell’arte permette alle persone una comunicazione che supera tutte le differenze di lingua, sociali e culturali.

Un concreto, suggestivo  e stimolante sinergismo per la cui continuazione ed ampliamento la associazione Kunst & Arte è fermamente impegnata e disponibile.

Il Percorso dell’Arte viene ospitato nella serretta adiacente la Serra Monumentale sita nel Parco Negrotto Cambiaso, che è divenuta la sede operativa dell’associazione e rappresenta uno spazio e laboratorio artistico nel cuore del Paese.

Nel corso dell’anno l’associazione realizza svariati eventi, istituzionali e concordati con l’Amministrazione Comunale, quali mostre di scultura e di pittura, laboratori creativi per bambini,  visite a mostre e ad atelier di artisti, workshop e conferenze su tematiche che dalle arti figurative possono spaziare sino a toccarne i riflessi etico e sociali. A FlorArte Kunst & Arte  terrà un laboratorio dedicato ai bambini e un laboratorio di acquerello botanico.

 

Espongono  gli artisti: Valeria Bruno, Rosanna La Spesa, Véronique Massenet, Roberto Scarpone, Giuseppe Scorza, Milena Vanoli.
L‘allestimento floreale nella serretta è  a cura di FlorLiguria.

www.kunst-arte.org

VALERIA BRUNO

vale_bruno5@alice.it    www.valeriabruno.it

Valeria Bruno, nata a Savona nel 1962, di origine tedesca da parte di madre, vive e lavora a Celle Ligure.
Diplomata all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, dal 1987 insegna Disegno e storia dell’arte presso il liceo ‘O.Grassi ‘ di Savona.
Le sue immagini pittoriche, pervase da segni, simboli, versi poetici, memorie scritte suggeriscono scenografie oniriche e sono il luogo di un continuo sperimentare attraverso la tecnica mista: la sensibile  e raffinata ricerca cromatica alterna leggerezze estreme ad effetti materici che rievocano, talvolta, superfici vitree e ceramiche. E’ lo stratificarsi di sensazioni ed emozioni.

Numerose le esposizioni collettive – sia in Italia che all’estero – e personali.

Espone

Acquaverdeluce, Tecnica mista, 2016, 55 x 74 cm

 

ROSANNA LA SPESA

laspesar@gmail.com  www.rosannalaspesa.it

Rosanna La Spesa, Savona Italia 1958, origini sicule e venete inizia il suo percorso artistico nel 1974 e l’attività espositiva nel 1977.

Vario il repertorio di ricerca: pittura, grafica, ceramica, metallo, vetrofusione, vetrate d’arredo e architettura, creazione di gioielli in vetro.

La sua poetica si ispira all’acqua, al linguaggio delle pietre, alle memorie fossili della terra e all’umano essere….”molteplicità di codici linguistici, ricchezza delle variazioni formali, sagacia degli allestimenti caratterizzano la sua espressione artistica, i materiali sono per lei un’estensione del proprio essere, le sue opere dirette ad insidiare la verità, le certezze dello spettatore”. (R.Zelatore)

Di lei hanno scritto i poeti e scrittori Enrico Bonino, Pedro Fiori, Maria T. Castellana, Simona Morando; i critici d’arte Luciano Caprile, Viviana Siviero, Riccardo Zelatore, Silvio Riolfo, Claudia Sugliano; gli storici Cecilia Chilosi, Gildo Fossati, Silvia Bottaro, Sergio Giuliani, Flavia Folco, Giampiero Bof, Giovanni Lupino, M.Luisa Madini.

Memoria fossile, Semire, incisione engobbio terra nera, 2016, Diam. 35 cm

VERONIQUE MASSENET

www.veroniquemassenet.com

https://www.facebook.com/vero10massenet/

Véronique Massenet è nata a Parigi nel 1945, dove compie studi classici e successivamente di “architettura d’interni” all’Ecole Camondo.  Nello stesso tempo s’interessa già alla scultura. Segue corsi serali di “modelage” in un atelier di Montmartre, e sedute di disegno dal vivo all’Académie des Beaux Arts. Nel 1967 vince il concorso “Soffitti contemporanei in bassorilievo”, con il suo lavoro esposto al Grand Palais di Parigi.

Trasferitasi in Italia nel 1967, apre il suo primo vero atelier di scultura. Fino al 1978, pur prediligendo già il legno, realizza anche sculture in pietra, marmo, granito. Evolvendo poi verso strutture mobili ed articolate. Il legno, rivelatosi più idoneo, diventa l’unico materiale che lavora, insieme al bronzo, in cui vengono fusi i bozzetti preliminari all’opera lignea.

“Nel nostro ambiente sempre più artificiale, di plastica, d’acciaio e di vetro le mie sculture parlano di natura e di vita. Questi tronchi si dividono in elementi che si accordano per realizzare dei sogni che assomigliano sorprendentemente ai nostri: tessono legami per arricchire le loro relazioni, aumentare lo spazio vitale e riunirsi così in nuove armonie più ampie”.

Questo processo di crescita da uno stadio primitivo compatto fino allo sviluppo agognato, viene illustrato in immagini digitali che dimostrano il vivere insieme dei suddetti gruppi lignei. Tali immagini vengono stampate con inchiostri pigmentati su carta d’arte o tela.

La sua attività espositiva prosegue dal 1977, accreditata dall’interesse di critici autorevoli all’occasione delle esposizioni in Francia, Italia, Svizzera e Germania.

Trinité, abete, 2002, 70 x 70 x 35 xm

 

ROBERTO SCARPONE

srscarpone@gmail.com, www.robertoscarpone.it

Roberto Scarpone nato a Savona nel 1964, scultore autodidatta, frequenta botteghe e maestri ceramisti ad Albissola, collabora alla realizzazione di scenografie teatrali, frequenta corsi di design ceramica e vetro e modellazione digitale per stampanti 3D.

La  scultura del legno a impatto zero  è la sua principale attività, prediligendo l’aspetto artistico  volto alla tutela del bosco e dell’ambiente nel suo complesso.

Le sue sculture in legno secolare, residui di alberi antichi, sono scoperte e recuperate, scelte per la forma che la Natura e il tempo, sia fisico che atmosferico, determinano sulla materia ormai morta e in stato di deterioramento. L’intervento, sempre rispettoso della forma primigenia, modifica le superfici, le incide, esalta le fibre e le venature, evidenzia  le “ferite del Tempo” e ne produce altre, leviga le superfici nobilitando il tutto con gommalacca o cera di api, prodotti che non incidono in alcun modo sull’ambiente. Impatto zero perché nel suo lavoro non utilizza materiali che siano stati manipolati industrialmente né nella maggior  parte dei casi maneggiati da nessun essere umano prima di lui.

Dal 2009 ha esposto in numerose mostre collettive e personali in Italia e Francia cercando sempre di sensibilizzare i visitatori sul rispetto della Natura in ogni sua forma. Nell’ultimo anno ha collaborato con Legambiente Liguria per la tutela del suolo e del mare con la mostra “NATURAFUTURA”.

Hanno scritto di lui Rosaria Avagliano, Luciano Caprile, Viana Conti , Annamaria Faldini, Alida Gianti, Giorgio Siri, Guglielmo Spotorno, Anna Venturini, Barbara Vincenzi.

Mare Smarrito, Castagno secolare trattato a cera con inserti di ceramica raku, 2018, 75 x 40 x 50 cm

 

GIUSEPPE SCORZA

beppescorza@gmail.com

Beppe Scorza, nato ad Arenzano nel 1969, si diploma al Corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze nel ‘92 e collabora fino al 2000 con diversi gruppi teatrali della Liguria.

Sin da giovanissimo, manifesta un particolare interesse per l’arte che approccia attraverso le tecniche e i materiali più svariati. Sensibile alle problematiche ambientali che sempre di più stanno modificando la vita dell’uomo sulla terra, sperimenta da diversi anni l’uso di materiali di riciclo che nelle sue opere ritrovano nuova vita.

Girasoli, Gesso colorato, 1998,   41 X 132 x 10  cm

 

MILENA VANOLI

milena.vanoli@virgilio.it

www.behance.net/milenavanoli

Da poco sono diventata un’ ”arenzanina” ma prima di farmi conquistare dalla flora e dai paesaggi liguri ho avuto la fortuna di nascere in mezzo alla natura bucolica della provincia di Como. Tutto questo ha propiziato e alimentato la mia passione e devozione per l’acquerello botanico che è la tecnica che utilizzo per rappresentare la flora.

La pittura botanica ha origini antichissime, utilizzata sin dai tempi remoti per distinguere le piante per la preparazione di medicinali, oggi ha un uso più decorativo, ma mantiene gli stessi canoni di precisione. Il contatto con la natura e l’osservazione dei più piccoli dettagli mi crea grandi emozioni, l’eccitazione per quel che la natura in quel momento mi ha svelato, un dettaglio, una sfumatura che non avevo notato prima e l’urgenza di avere fogli e colori, per condividere con altri la stessa emozione, una storia da raccontare.

Impatiens glandulifera, L. – Balsaminaceae

Acquerello su carta, 2018, 67 x 52 cm

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